Tentato omicidio a Casaburi a Secondigliano, fermati i ras del Perrone

Sono stati emessi due fermi da parte della Procura della Repubblica a carico di Vincenzo Maione e Orlando Di Maio, i due soggetti ascoltati ieri in Questura dopo la segnalazione di spari avvenuta al Perrone di Secondigliano, notizia anticipata ieri mattina da Internapoli (leggi l’articolo). Il fermo eseguito dagli uomini della squadra investigativa del commissariato di Secondigliano (guidata dal vice questore aggiunto Raffaele Esposito) e dagli uomini della squadra mobile. Un fermo avvenuto dopo un’ennesima notte di fuoco con l’ennesima stesa avvenuta nella zona e che arriva dopo un lungo periodo fatto di intimidazioni, raid e azioni di violenza. Un unico filo conduttore che ha portato gli investigatori a riscontrare elementi a carico di Maione e Di Maio anche in riferimento all’agguato consumatosi lo scorso 19 dicembre contro Gennaro Casaburi, il 43enne imparentato con i Rispoli e gli Angrisano colpito in via Monte Faito, nel ‘cuore’ del Rione Berlingieri (leggi qui l’articolo). Prima che il ffermo venisse confermato sia Maione che Di Maio sono stati accompagnati in Questura ed ascoltati per ore prima di essere trasferiti in carcere.

L’articolo precedente sulle tensioni a Secondigliano

Una stesa o un’azione dimostrativa. Questo in sintesi quanto avvenuto la scorsa notte nella zona del Perrone di Secondigliano dove sono stati esplosi dei colpi di pistola. A ‘testimoniare’ l’ennesima notte di violenza tre auto danneggiate. Tre persone sono state accompagnate in Questura per essere ascoltate: tra loro anche il giovanissimo ras Vincenzo Maione, indicato da diverse inchieste come una delle giovani leve della zona. Maione, insieme ad altre due persone, fu fermato lo scorso settembre dagli agenti del commissariato Secondigliano (guidati dal vice questore aggiunto Raffaele Esposito). Nella loro auto furono trovate delle mazze da baseball (leggi l’articolo). Molto probabile che tali oggetti servissero per qualche spedizione punitiva o per qualche altra azione al di fuori degli schemi di legge. Vincenzo Maione è indicato da diversi collaboratori di giustizia come uno dei ras emergenti dell’area nord: giovane ma anche determinato tanto da essere stato già arrestato in passato. La situazione nel Perrone resta dunque molto tesa: già a Capodanno era stata segnalata la presenza in strada di persone armate e, solo alcuni giorni prima, vi era stato, nel vicino Rione Berlingieri, l’agguato costato il ferimento di Gennaro Casaburi (leggi qui l’articolo). I tre episodi potrebbero essere collegati: il condizionale è d’obbligo in questi casi visto che vi sono indagini in corso. Certo è che la fine del 2020 e l’inizio del 2021 sembrano a tutti gli effetti collegati da un unico filo conduttore.

La ‘Nuova Vanella Grassi’

Ben prima che il clan Vanella Grassi diventasse una sorta di ‘mostro a tre teste’ c’è stata una fase di interregno dominata da due baby ras. Uno di questi era proprio Maione. Dopo l’arresto di Umberto Accurso, ultimo ‘erede’ del ceppo diretto discendente di Salvatore Petriccione, in molti si chiedevano chi stesse amministrando la cosca. Dalle risultanze investigative emerse che il clan che ha conquistato gran parte delle piazze di spaccio di Scampia, dopo l’arresto dei capi, ha trasformato il proprio organigramma e ha archiviato la struttura piramidale esistente in precedenza. E così Accurso, prima dell’uscita di scena sistemò i suoi fedelissimi a controllo delle varie zone di influenza.

Il ras del Perrone Maione fu già arrestato nel 2016

La decisione del boss è confermata anche dall’identikit dei personaggi usciti alla ribalta prima di essere uccisi o arrestati, prima di cedere il passo alla fazione Grimaldi di stanza a San Pietro a Patierno. Il primo fu vittima di un agguato nel Lotto G11. Francesco Angrisano, già in manette nel 2012, era considerato il referente del clan in tutta la zona di Scampia. Mentre, Vincenzo Maione, arrestato nel dicembre 2016 era noto ali investigatori per essere il referente dei “Girati” nel rione Berlingieri. I due, ras emergenti e sicuramente persone fidate di Umberto Accurso, poco prima di essere l’uno ucciso e l’altro arrestato si incontrarono a Scampia per decidere la linea da seguire in merito ad alcuni problemi nati con gli uomini della Masseria Cardone. Al centro dei dissidi tra i due gruppi, il mercatino del rione Berliginieri.
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