Undici consiglieri comunali, gli stessi che la scorsa settimana avevano bocciato il bilancio consuntivo, hanno decretato la fine dell’esperienza amministrativa targata Giuseppe Granata. Una sfiducia sancita nella giornata di ieri, intorno alle 13, con la firme contestuali di un documento consegnato nelle mani del segretario comunale Antonietta Napolitano. Per il piccolo comune a nord di Napoli – così come per Giugliano e la confinante Marano (già commissariata da alcuni mesi) – si apre ora la strada del commissariamento. Un breve interregno, quello che sarà affidato al funzionario nominato dalla prefettura, visto che l’appuntamento per le amministrative è già fissato alla prossima primavera. Durissimo il commento del primo cittadino di Calvizzano. “Sono stato mandato a casa da un branco di lupi affamati che non ha alcun rispetto né considerazione per il paese e la loro amministrazione comunale – tuona Giuseppe Granata, eletto nel 2008 a capo della lista Calvizzano democratica con il 56.69 per cento dei voti – Gente che pensa esclusivamente ai propri interessi, confortata peraltro da un’opposizione miope. Sono stati ostacolati progetti e procedimenti di fondamentale importanza per la città: il nuovo piano urbanistico, la villa comunale e il progetto per il mercato rionale. Ora – aggiunge – la città sarà consegnata nelle mani di un commissario prefettizio, che non potrà fare altro che aumentare imposte e tasse”. Le avvisaglie della sfiducia al primo cittadino, figlio di Raffaele Granata, l’operatore balneare ammazzato nel 2008 dal clan dei Casalesi, c’erano già state la scorsa settimana, quando il civico consesso aveva votato contro il rendiconto di gestione del 2011. Una situazione che aveva messo in allerta la prefettura e il ministero degli interni, dal quale si attendeva un parere in merito all’eventuale scioglimento dell’assemblea cittadina. Prima che arrivasse quel parere, però, e in vista dell’imminente voto sul bilancio previsionale, gli undici consiglieri hanno deciso di fugare ogni dubbio optando per la strada delle firme contestuali. Tra i firmatari del documento figurano il presidente del Consiglio Giuseppe Salatiello e altri quattro dissidenti di maggioranza (Cristofaro Agliata, Antonio Mauriello, Giuseppe Scimìa e Antonio Di Rosa) già da mesi sul piede di guerra; tre consiglieri eletti anch’essi nelle liste di Calvizzano democratica, Michele D’Ambra, Franco Cavallo e Antonio Sequino, e poi passati tra i banchi della minoranza e, naturalmente, i tre esponenti “storici” dell’opposizione: l’ex sindaco Giacomo Pirozzi, Ugo Di Marino e Ivano Migliaccio. Numeri alla mano, insomma, l’amministrazione Granata giunge al capolinea soprattutto a causa di dissidi e faide interne. Polemiche e botta e risposta senza esclusione di colpi che hanno segnato, in particolare, tutto l’iter procedurale sul nuovo piano urbanistico comunale. Un progetto che, al pari del concorso dei vigili urbani e quello sulla villa comunale, resta al palo in attesa delle future scelte politico-amministrative. “Abbiamo firmato a malincuore, ma era un atto dovuto e non più procrastinabile – spiegano i consiglieri D’Ambra, Cavallo e Sequino – Siamo stati coerenti con le scelte fatte negli anni scorsi”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giacomo Pirozzi: “La volontà della maggioranza dei consiglieri era chiara ed era pertanto inutile continuare a tergiversare in attesa che si chiarisse il quadro normativo sul bilancio consuntivo”. Il predecessore di Granata, infine, si concede un’ammissione pre-elettorale: “Con ogni probabilità – annuncia – sarò ai nastri di partenza in qualità di candidato sindaco”.
Il Mattino
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