Arzano. Vestiti di ricambio in auto per camuffarsi, così Piscopo voleva sfuggire all’arresto

I Carabinieri della Stazione di Frattamaggiore hanno rintracciato e tratto in arresto Luigi Piscopo, 30enne di Arzano ritenuto affiliato al gruppo criminale della “167”, collegato al clan camorristico degli Amato-Pagano. L’uomo era irreperibile dal novembre dello scorso anno quando era stato emesso, dalla Procura Generale di Napoli, un ordine di carcerazione per pene concorrenti per estorsione aggravata dal metodo mafioso, furto e rapina.

I militari, durante un servizio di pattuglia nel Comune di Frattaminore, lo hanno riconosciuto alla guida della sua auto e lo hanno fermato. Non aveva documenti con sé ma lo conoscevano e lo hanno identificato in breve tempo. In auto tra l’altro Piscopo portava con sé molti vestiti di ricambio, che verosimilmente utilizzava per camuffarsi nei suoi frequenti spostamenti. È stato accompagnato in caserma e, terminate le formalità, tradotto al carcere di Poggioreale dove dovrà scontare 1 anno e 2 mesi.

Il personaggio

Dopo l’arresto di Giuseppe Monfregolo mancava solo all’appello solo lui, ricercato per estorsione per conto della cosca costola degli Amato Pagano. L’ultima volta che Piscopo è stato visto in strada era lo scorso Natale. Insieme a Monfregolo prese parte ad un concerto di neomelodici  in via Colombo a cui seguirono anche degli spari in piazza Cimmino.

Dopo il mega albero di Natale abusivo, il clan della 167 organizzò un concerto di fine anno chiamando al loro capezzale due conosciuti cantanti neomelodici con tanto di montaggio di palco, casse e la folla del rione ad applaudire con le prime file occupate dai parenti degli affilati.