Una lettera aperta alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è l’ultimo atto della battaglia che sta portando avanti Mirko Cappelli, papà di Aldo, bambino trattenuto illegalmente dalla mamma in Ucraina.
La Corte d’Appello di Napoli, infatti, con sentenza passata in giudicato il 3 settembre 2025, ha condannato la madre a 4 anni e 2 mesi di reclusione per il reato di sequestro di persona aggravato.
Bimbo trattenuto dalla madre in Ucraina, il papà scrive a Meloni: “Le chiedo di intervenire”
A raccontare la vicenda è l’avvocata della famiglia, Mara Cappelli, nonchè zia del bimbo. “Tutto ha avuto inizio nel 2018 – dice – quando all’improvviso la donna ha lasciato Napoli e l’Italia portando con sé il bambino. A casa il clima era assolutamente sereno, erano una famiglia normale. Da allora è iniziato il calvario di mio fratello che non riesce nemmeno a parlare con suo figlio”. Il bambino, che oggi ha 9 anni, si trova a Zaporizhzhya, tra le città ucraine più colpite dalla guerra.
“Mi rivolgo a lei, presidente Meloni, non solo come massima carica del Governo, ma soprattutto come madre – scrive il padre nella lettera – le chiedo un intervento deciso, una tutela reale e l’attivazione di tutti i canali diplomatici possibili per riportare a casa un bambino italiano sequestrato e dare giustizia a un padre a cui è stata strappata la vita. Non ci lasci soli”.
Il bambino – come spiega l’avvocata – “è a tutti gli effetti, e in via esclusiva, un cittadino italiano: il padre ha ottenuto l’affidamento esclusivo fin dal 2019, ma l’iter per l’esecuzione dei provvedimenti è stato sistematicamente ostacolato da rimpalli burocratici e da una condotta diplomatica che riteniamo gravemente lacunosa”.

