Boss dei D’Amico pentito, la provocazione dei ‘nemici’ su Facebook:«Questa è la fine che dovete fare»

«Questa è la fine che meritate». Una frase che campeggia su una foto e un articolo di giornale riportante la notizia del pentimento di Umberto D’Amico ‘o lion, boss dell’omonimo clan detto della Gennarella. Il post campeggia su uno dei profili dei giovani ras avversi al gruppo: un modo per provocare i nemici ma anche un segnale tangibile che il clima al rione Villa e dintorni è cambiato. La foto è accompagnata da numerosi commenti come “da leone a pecora”, “da leone a gattino”, seguiti da numerose emoticon che ritraggono risate. La notizia del pentimento di ‘o lion del resto si era diffusa rapidamente nel quartiere: le due bombe della scorsa notte erano state un roboante annuncio.

La bomba carta contro la ‘Gennarella’

E’ sulla periferia orientale che ancora una volta sono puntate le attenzioni delle forze dell’ordine dopo la bomba carta fatta esplodere questa notte in via Villa San Giovanni, presso il civico 108 (angolo Corso Protopisani), in quella che viene considerata la roccaforte dei D’Amico ‘Gennarella’. Gli stessi protagonisti di una guerra senza esclusione di colpi con i Rinaldi per il controllo del rione Villa, una guerra in cui i D’Amico hanno sempre agito come ‘costola’ dei Mazzarella anche se con notevoli margini di autonomia. Nel mirino sono così finite le abitazioni dei capi dei ‘Gennarella’ ossia Salvatore e Umberto D’Amico, gli stessi che, insieme al ras Umberto Luongo, avevano dichiarato una ‘guerra totale’ agli uomini di Ciro Rinaldi ‘My way’. Azioni che potrebbero però, secondo i bene informati, prefigurare qualcosa di clamoroso e cioè un pentimento eccellente, una scelta di collaborazione che potrebbe indebolire ancor di più il gruppo. Scelta che potrebbe riguardare proprio Umberto ‘o lion visto che da giorni nel quartiere non c’è traccia nè della sua convivente nè dei parenti prossimi dell’uomo. Nel quartiere c’è chi sussurra che la scelta potrebbe essere stata fatta già da una decina di giorni.