HomeCronacaImprenditore minacciato dal clan Esposito: "Devi portare 285mila euro allo zio"

Imprenditore minacciato dal clan Esposito: “Devi portare 285mila euro allo zio”

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Giovedì la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 persone, gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di estorsione, tentata estorsione e rapina, aggravati dalle modalità mafiose. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli con il coordinamento della DDA, hanno ricostruito un’estorsione condotta contro un imprenditore nel settore del noleggio d’auto del casertano. Le evidenze investigative hanno dimostrato che l’imprenditore avrebbe subito un tentativo di truffa ad opera di un esponente del clan Esposito avvalendosi di documenti falsi, così avrebbe tentato di accaparrarsi il noleggio di una costosa auto. Scoperto il tentativo di raggiro, i due avrebbero ingaggiato una colluttazione e il clan avrebbe ottenuto dall’imprenditore un ‘risarcimento’ da 10mila euro in contanti.

Il caso della Lamborghini

Successivamente, alcuni indagati avrebbero avanzato nei confronti dello stesso imprenditore la richiesta di 285mila euro che, a loro dire, avrebbero dovuto compensare la perdita subita a seguito dell’incidente stradale occorso ad una Lamborghini, noleggiata dalla vittima a un cliente e di proprietà del boss.  Il fatto che non esistesse documentazione che consentisse di ricondurre la titolarità della Lamborghini incidentata ad esponenti del clan, ha consentito di qualificare la richiesta di soldi avanzata nei confronti del noleggiatore come una richiesta estorsiva.

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“Devi portare 285mila euro allo zio di Bagnoli”

La vittima ha raccontato le minacce subite nell’aprile 2023: «Quella stessa sera ricevetti una videochiamata sul mio cellulare. Il soggetto che era in video non l’avevo mai visto prima di persona però era da me stato già identificato attraverso i social in quanto facendo una ricerca su internet corrispondeva a Massimiliano Esposito’o Scugnat’ capo clan a Bagnoli. In questa videochiamata fece riferimento al soggetto che ho prima citato in merito al tentativo di truffa ossia colui che ebbe la peggio quando arrivammo alle mani ed in particolare Massimiliano Esposito nel corso della chiamata asseriva che in quel frangente io gli avevo sottratto 10mila euro. Io provai invano a dirgli che non era vero ma Massimiliano Esposito non volle sapere ragioni ribadendomi che avrei dovuto restituirgli i 10mila euro in quanto questa situazione era da lui gestita e quindi i soldi erano i suoi. Avendo paura di questo soggetto e delle minacce che stavo da lui ricevendo cedetti al ricatto ed infatti quella stessa sera, verso mezzanotte mi accordai per vedermi in zona Capodichino dove consegnai i soldi ad una persona che era giunta a bordo di un T-Max e si presentò a me dicendomi: “mi manda lo zio di Bagnoli”. Fino al mese di dicembre 2023 non ho più avuto contatti con le citate persone, fino a quando sul piazzale dell’autonoleggio si presentarono due Jeep Compass di colore scuro ed una Fiat Panda grigia con a bordo più soggetti molti dei quali avevano delle barbe molto folte. Fui avvicinato da queste persone che già mi conoscevano e mi dissero “Tenimm n’ ambasciat ro ’ zi’ e Bagnoli. Mi fecero vedere una foto di una Lamborghini incidentata e mi dissero: “devi portare 285.000 euro entro oggi allo zio di Bagnoli».

L’auto rapinata

A seguito del rifiuto di versare questa ulteriore somma al clan, alcuni affiliati avrebbero fatto irruzione, a bordo di auto e scooter e coperti dal passamontagna, nell’autonoleggio di Mondragone e si sarebbero impossessati di un’auto di proprietà della moglie del titolare, che in quel momento era parcheggiata nel piazzale. L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e di quelle riprese dalle varie telecamere, presenti nei luoghi interessati dal passaggio degli autori delle minacce e della rapina, hanno consentito di individuare i presunti responsabili dei fatti di reato. In manette sono finiti il boss Massimiliano Esposito e gli affiliati Lucio Musella, Marco Zito, Francesco Grassi, Alessio Caruso. 

Si precisa che i provvedimenti eseguiti costituiscono misure cautelari disposte nella fase delle indagini preliminari. Avverso ad esso sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari della misura sono persone sottoposte a indagini e pertanto da considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

“È la Lamborghini del boss”, estorsione da 285mila euro: 5 arresti a Bagnoli

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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