Alcuni di loro sono nati nel periodo post faida, quando Secondigliano e Scampia diventarono terreno di scontro tra i Di Lauro e gli Scissionisti. Alcuni di loro sono purtroppo cresciuti in rioni dove è ancora forte l’impronta criminale dell’impero criminale che fu di Paolo Di Lauro. Ragazzini cresciuti tra Rione dei fiori o Case celesti, la cui durezza non può essere certo addolcita da una variante cromatica o dai nomi delle strade che rievocano grandi opere (via Gerusalemme Liberata, via Praga Magica).

Vengono dal Rione dei fiori o, come qui viene conosciuto, dal Terzo Mondo, i due 20enne Vincenzo Zimbetti e Michele Spinelli nei cui confronti la Procura ha emesso un provvedimento di fermo per la rapina ai danni del rider Gianni Lanciato a Calata Capodichino domenica scorsa. Con loro i minori L.M, G.R., R.M. e L.V. raggiunti dallo stesso provvedimento. Alcuni hanno parentele con ras e gregari del clan Di Lauro, gente cresciuta nel mito del ‘milionario’ e dei loro figli (leggi l’articolo di Internapoli). Spinelli è il figlio del ras Pasquale ‘Sciacchennella’ miracolosamente sfuggito ad un agguato nel 2012.

Nei pressi della loro abitazione è stato rinvenuto lo scooter rapinato al rider. Secondo quanto emerso dalla indagini lampo condotte dalla Squadra Mobile e dagli uomini della Squadra Investigativa del Commissariato di Secondigliano (guidato dal vice questore aggiunto Raffaele Esposito) il gruppo è entrato in azione in sella a due scooter, uno con la targa contraffatta, l’altro rubato nelle ore precedenti, armati di una pistola (senza tappo rosso) e di un coltello. Erano nei pressi di un pub della zona quando hanno visto il rider passare con il suo scooter ed hanno deciso così di compiere la rapina. Il resto è cronaca risaputa, quella di uno spettacolo impietoso ripreso dagli smartphone, la furia del branco contro il 50enne e la successiva fuga.

Parla l’avvocato di uno dei fermati

Nel gruppo ‘originario’ non vi era il 16enne Raffaele M., almeno stando al racconto del suo legale Carlo Ercolino raggiunto telefonicamente dalla redazione di InterNapoli:«Il mio assistito non appartiene a famiglie organiche a contesti malavitosi. Frequenta l’istituto tecnico a Miano e nei prossimi giorni avrebbe dovuto sostenere un provino con la squadra di calcio dell’Isernia. La sera della rapina stava tornando a casa di ritorno da quella delle fidanzata che abita al Terzo Mondo quando ha incrociato gli altri ragazzi accettando il loro passaggio. Subito dopo è accaduto quello che tutti voi conoscete. Si è assunto tutte le sue responsabilità ribadendo che non conosceva gli altri componenti del gruppo. Adesso attendiamo l’udienza di convalida presso il gip del tribunale dei minorenni che si terrà il giorno 7». Il giovane, stando a quanto emerso, avrebbe ammesso i proprio addebiti vistosi ‘inchiodato’ dal video del raid che in poche ore ha fatto il giro della rete.

Il ‘branco’ ha seguito Gianni fino a Calata Capodichino: l’articolo precedente

Un’indagine veloce ma al tempo stesso certosina (leggi qui l’articolo di Internapoli) quella dunque effettuata dagli uomini della polizia di Stato. Un’indagine partita dalle dichiarazioni del rider rapinato, avvicinato da sei persone che non hanno esitato a gettarlo in terra, a passare con i loro mezzi su di lui, tutto pur di appropriarsi del mezzo usato dall’uomo per effettuare le consegne. Tutto però immortalato da uno smartphone e dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. A partire da quelle immagini, dal racconto di Gianni e dallo studio del percorso da lui effettuato gli investigatori, presunti conoscitori del territorio, sono così riusciti a individuare i responsabili in quella fetta di area nord compresa tra il Rione dei Fiori (conosciuto come ‘Terzo Mondo’) e le Case celesti di via Limitone d’Arzano.

Nel gruppo giovani imparentati a persone organiche ai Di Lauro

Fondamentale si è rivelato il percorso effettuato da Gianni poco prima del raid. L’uomo infatti, dopo una consegna fatta a Miano, ha imboccato Corso Secondigliano. E qui i riscontri investigativi avrebbero avuto conferma che l’uomo sarebbe stato intercettato dai malviventi che lo avrebbero poi bloccato all’inizio di Calata Capodichino proprio a pochi passi da piazza Di Vittorio. Lì si sarebbe consumato il raid. Raid non rimasto impunito visto che la fuga scelta dai rapinatori e lo studio delle telecamere di videosorveglianza ha permesso agli investigatori di risalire ai responsabili, tutti residenti nell’area nord. I presunti autori del raid sono a disposizione dell’autorità giudiziaria che nelle prossime ore valuterà gli elementi a loro carico. Inizialmente erano state individuate due persone: già questa notte alcuni di loro sono stati individuati e portati in Questura mentre gli uomini del commissariato di Secondigliano ritrovavano proprio al Rione dei fiori anche lo scooter portato via a Gianni. In mattinata poi individuati gli altri presunti responsabili del raid le cui immagini hanno fatto il giro del web.

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