Domenica il tribunale irlandese ha incriminato il presunto narco-boss Daniel Kinahan e ne ha disposto la custodia cautelare dopo la sua estradizione da Dubai. Il 49enne irlandese è comparso in tribunale dopo essere stato riportato negli Emirati Arabi in base a un mandato di arresto emesso dall’Irlanda.
Lui è ritenuto uno dei capi di un gruppo transnazionale noto come Kinahan Organised Crime Group o cartello Kinahan. Deve rispondere all’accusa di aver gestito un impero internazionale di traffico di droga e riciclaggio di denaro, con ramificazioni nel Regno Unito, in Europa e negli Stati Uniti.
Imperiale al matrimonio di Kinahan
Nel 2017, proprio una segnalazione della DEA statunitense indicava la presenza di Raffaele Imperiale tra gli invitati al matrimonio del presunto “re della droga” Kinahan. L’ex narcos napoletano sarebbe stato individuato all’hotel Burj Al Arab di Dubai.
I documenti della DEA inviati alla polizia olandese rivelavano l’esistenza di un presunto super-cartello della droga guidato dallo stesso Imperiale, da Ridouan Taghi (ex criminale più ricercato d’Olanda, oggi in carcere), da Daniel Kinahan e da Edin Gačanin, trafficante di droga bosniaco.
Nel 2017 il gruppo è stato osservato dalla DEA proprio durante un incontro al Burj Al Arab, ritenuto la base operativa del presunto cartello. Inoltre l’agenzia antidroga statunitense ha considerato questa un’organizzazione tra le 50 più grandi al mondo nel traffico di stupefacenti: si tratterebbe di un virtuale monopolio sulla cocaina peruviana, in grado di controllare circa un terzo del commercio europeo di questa sostanza.
L’inizio della carriera criminale dell’ex narcos Raffaele Imperiale
La “carriera criminale” di Lello Ferrarelle ha inizio ad Amsterdam, dove viveva il fratello maggiore. Alla morte di quest’ultimo, nel 1996, Imperiale ereditò un coffee shop. Lì vendeva droghe leggere e, parallelamente, avrebbe avviato il traffico di cocaina su larga scala insieme all’olandese Rick van de Bunt.
Negli anni ’90, Imperiale fu presentato da Antonio Orefice, esponente del clan Moccia, a Elio Amato, fratello di Raffaele Amato, all’epoca uno dei principali narcotrafficanti del clan Di Lauro. Da quel momento Imperiale iniziò a guadagnare milioni di dollari, diventando il punto di riferimento per la cosca di Secondigliano nei rapporti diretti con i cartelli del narcotraffico in Perù, Ecuador e Colombia.
Imperiale beccato al matrimonio del ‘re’ della droga, c’era anche un super-narcos

