Incidente mortale di Gennaro Nappa
Incidente mortale di Gennaro Nappa

Ordinanza annullata dal Riesame, torna completamente libero Domenico Fragalà, finito ai domiciliari con l’accusa di omicidio stradale dopo la morte dell’amico Gennaro Nappa. Domenico, 19enne di Qualiano, era alla guida dell’auto che si è ribaltata e schiantata violentemente sull’asfalto. In seguito all’incidente, avvenuto in via Consolare Campana lo scorso 10 aprile, morì il minorenne Gennaro Nappa. Oggi la X Sez. del tribunale del Riesame di Napoli, pres. Mazzeo, accogliendo l’istanza presentata dagli avvocati Mario Griffo e Luigi Poziello, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. I legali nella loro richiesta avevano fatto leva sull’assenza delle esigenze cautelari alla base della misura restrittiva, come ad esempio il pericolo di reiterazione del reato.

Indicente Gennaro Nappa: Fragalà torna libero

Lo attende però un processo per il capo di imputazione contestatogli: omicidio stradale e lesioni stradali aggravate.
Il giovane, già nel corso del primo interrogatorio, ammise le proprie responsabilità, chiarendo che si era trattato di un incidente e cheera molto dispiaciuto per quanto accaduto, essendo amico sia del defunto Gennaro Nappa che degli altri due passeggeri. Domenico Fragalà, incensurato, è uno studente dell’ultimo anno della scuola superiore e lavora come operaio in una nota azienda edile di Qualiano.

L’incidente risale alla serata del 10 aprile

Il 19enne era alla guida di un’Audi in via Consolare Campana, con lui c’erano anche la vittimae. Stando a quanto ricostruito, avrebbe perso il controllo a causa dell’alta velocità durante un tentativo di sorpasso: mentre cercava di superare una Fiat Panda l’ha colpita su un lato, il veicolo si è ribaltato varie volte ed è finito contro una terza automobile parcheggiata. Per Gennaro Nappa non c’è stato nulla da fare: troppo gravi le ferite riportate nello schianto, è morto poco dopo l’arrivo al Pronto Soccorso del Cardarelli di Napoli. Ferite anche le due ragazze, trasportate d’urgenza agli ospedali San Giuliano di Giugliano e Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli; sono state dimesse il giorno dopo, con fratture multiple e prognosi di 30 giorni.

 

 

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