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La mamma del piccolo Tommaso convocata al Monaldi, ipotesi arrivo di un cuore nuovo

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La signora Patrizia, madre del piccolo Tommaso, è stata chiamata con urgenza questa sera all’ospedale Ospedale Monaldi per ricevere una comunicazione importante. Esclusa l’ipotesi più drammatica – quella della scomparsa del bambino – tra le possibili spiegazioni si fa strada la possibilità che sia finalmente disponibile un organo compatibile per il trapianto di Tommaso.

Bambino in attesa di cuore a Monaldi: condizioni stabili ma gravissime

L’Azienda Ospedaliera dei Colli ha istituito un bollettino medico giornaliero sulle condizioni del piccolo paziente ricoverato all’ospedale Monaldi, dopo aver ricevuto l’autorizzazione della famiglia tramite il proprio legale. Un aggiornamento quotidiano, salvo diverse necessità, per garantire trasparenza e informazione in una vicenda che tiene con il fiato sospeso un’intera comunità.

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Alle ore 15:30 del 17 febbraio 2026, le condizioni cliniche del bambino, che aveva ricevuto un primo trapianto il 23 dicembre 2025, non presentano variazioni significative rispetto ai precedenti comunicati. Il quadro resta stabile ma in una situazione di grave criticità. Il piccolo continua a essere ricoverato in terapia intensiva, sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale, con il supporto costante di consulenze specialistiche multidisciplinari.

Il paziente permane in lista trapianto fino a nuova valutazione clinica. Una frase che pesa come un macigno e che racconta la corsa contro il tempo per individuare un nuovo cuore compatibile.

Nel frattempo, per la tarda mattinata di domani è stato convocato un Heart Team organizzato dall’Azienda Ospedaliera dei Colli. Hanno già confermato la loro presenza specialisti provenienti da alcuni dei più importanti centri italiani di cardiochirurgia pediatrica: l’Azienda Ospedaliera Pediatrica Bambino Gesù di Roma con il professor Lorenzo Galletti e la dottoressa Rachele Adorisio, l’Azienda Ospedale Università di Padova con il professor Giuseppe Toscano, l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo con il dottor Amedeo Terzi e l’Ospedale Regina Margherita di Torino con il professor Carlo Pace Napoleone.

Un confronto ad altissimo livello clinico per valutare ogni possibile opzione terapeutica. Una riunione che non è solo tecnica, ma è anche il simbolo di una rete nazionale che si stringe attorno a un bambino e alla sua famiglia.

Le prossime ore restano decisive. Il monitoraggio è costante, l’attenzione massima. E intanto, in terapia intensiva, la speranza continua a battere insieme ai macchinari.

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