Un’ondata di aria artica ha investito l’Italia portando temperature eccezionalmente basse, forti venti e nevicate diffuse, con effetti evidenti su gran parte del territorio nazionale, dalle Alpi fino alla Sardegna e alla Sicilia. In alcune zone il freddo ha raggiunto valori storici, mentre i disagi si sono moltiplicati tra viabilità compromessa, scuole chiuse e problemi agli impianti di riscaldamento. Persino il Vesuvio si è presentato parzialmente imbiancato, un evento raro per l’inizio del 2026.
Freddo estremo e record termici
Le temperature più rigide si sono registrate sulle Alpi e sull’Appennino. Il valore più basso è stato rilevato in Veneto, nella Piana di Marcesina sull’Altopiano di Asiago, con –23,1°C. Seguono la Marmolada con –21,9°C e la Torbiera di Pian Cansiglio con –21,8°C. Tra i centri abitati di montagna, Asiago ha toccato –15,4°C, mentre Belluno è risultato il capoluogo più freddo con –11,8°C.
Anche l’Appennino centrale ha fatto segnare valori molto bassi: nell’Aquilano si è scesi fino a –17,4°C a Navelli, mentre Campo Imperatore ha registrato –13,7°C. Gelate diffuse anche in Umbria, con –12,5°C a Castelluccio di Norcia. Minime sotto lo zero sono state rilevate praticamente ovunque, dai monti alle pianure del Nord.
Neve, vento e centinaia di interventi
Le precipitazioni nevose e le raffiche di vento hanno causato numerosi problemi, soprattutto in Emilia-Romagna e nelle Marche, dove i vigili del fuoco sono intervenuti in circa 950 casi per alberi caduti, strade bloccate e veicoli in difficoltà. Situazioni simili si sono verificate in Sardegna, in particolare nel Nuorese e nelle zone interne, dove una breve ma intensa nevicata ha imbiancato il Gennargentu e il monte Limbara prima di essere spazzata via da pioggia e vento.
In Sicilia, le aree montane dei Nebrodi hanno dovuto affrontare nevicate abbondanti e forti raffiche, mentre in Molise, nonostante il ritorno del sole, ghiaccio e neve sulle strade hanno spinto diversi sindaci a sospendere le attività scolastiche.
Scuole chiuse e riscaldamenti in difficoltà
Il freddo ha avuto ripercussioni anche sulla vita quotidiana. In Molise almeno quaranta comuni, Campobasso compresa, hanno tenuto le scuole chiuse. Stesso provvedimento a Siena per una nevicata intensa e in varie località della Puglia settentrionale, dai Monti Dauni al Gargano. In provincia di Pavia gli studenti hanno protestato per scuole rimaste senza riscaldamento, mentre a Roma sono stati segnalati problemi in diversi istituti e uffici pubblici, con caldaie guaste o locali tecnici allagati.
Verso un graduale miglioramento
Le previsioni indicano un aumento delle temperature già a partire da oggi, con minime in rialzo di 5-6 gradi su gran parte del Paese e punte di 10-12 gradi in Toscana, Umbria e lungo l’Appennino settentrionale. Il quadro termico dovrebbe rientrare gradualmente nelle medie stagionali, anche se nel fine settimana sono attesi venti forti, come Maestrale e foehn al Nord-Ovest.
Sabato sono previste piogge su molte regioni del Centro-Sud e un nuovo calo termico, con nevicate sull’Appennino a quote medio-basse, localmente fino a 500-700 metri. Domenica, invece, il tempo dovrebbe migliorare quasi ovunque, con ampie schiarite, salvo una residua instabilità all’estremo Sud e sulle Alpi occidentali di confine.
Il meteo di oggi, 9 gennaio
Al Nord sono attese nevicate sulle Alpi, soprattutto sui settori di confine centro-occidentali, con quota neve in rialzo. Possibili piogge miste a neve al mattino sulle pianure del Friuli e del Veneto orientale, mentre altrove le nubi tenderanno a diradarsi. Al Centro cielo più nuvoloso con piogge su Toscana e Lazio, in estensione nel pomeriggio a Umbria e zone interne di Marche e Abruzzo, con neve in montagna oltre i 1200-1400 metri. Al Sud tempo instabile sulle regioni tirreniche e sulla Sicilia settentrionale, più soleggiato sul versante ionico e in Puglia. In Sardegna peggiora in serata con piogge e rovesci. Le temperature sono in aumento, ma al Nord persistono gelate notturne, accompagnate da venti occidentali sostenuti.


