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Litiga con i fratelli e poi li uccide, il dramma della famiglia Licciardi

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La gestione dell’attività di famiglia sarebbe stata alla base della lite tra i fratelli Licciardi. Già da tempo tra i tre fratelli Franco, Gianni e Donato sarebbero sorti dissidi nella gestione delle attività: Gianni era rimasto a gestire il ristorante, mentre gli altri due fratelli si erano specializzati nella organizzazione di eventi nel Castello dell’Ettore di Apice Vecchia, tra cui i mercatini di Natale che ogni anno attirano visitatori da tutta Italia.

Quindi a scatenare il duplice omicidio e il suicidio di Gianni Licciardi ci sarebbero le divergenze sulla gestione del ristorante e dell’albergo come riporta il Mattino. Franco e Donato avrebbero voluto anche a cedere l’attività mentre Gianni che ha avuto su questo argomento la lite con Franco, culminata con l’esplosione di colpi di pistola. Dopodiché ha colpito anche Donato e alla fine si è suicidato.

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La dinamica del gesto folle di Gianni

Ora per ricostruire con precisione la dinamica si visionano le immagini delle telecamere di sorveglianza della struttura, e si ascoltano i dipendenti e i familiari dei Licciardi per comprendere le dinamiche esistenti tra le vittime. Secondo una prima ricostruzione, a sparare con una pistola calibro 9 sarebbe stato il fratello maggiore, Gianni. L’omicida avrebbe prima esploso dei proiettili contro Donato poi, una volta uscito fuori dai locali del ristorante, avrebbe ucciso l’altro fratello, Franco, per poi togliersi la vita con la stessa arma, ritrovata nei pressi del corpo. I carabinieri, coordinati dalla procura di Benevento, ora indagano sulle cause che hanno portato alla strage familiare

Il cordoglio per i fratelli Licciardi

È con profondo dolore e sgomento che apprendiamo della tragica morte di tre nostri concittadini, una immane tragedia che ha sconvolto e spezzato il cuore della nostra comunità. In questo momento di sconforto e profondo smarrimento, desidero esprimere, a nome mio personale, dell’Amministrazione comunale e della cittadinanza intera, il più sincero e accorato cordoglio alle famiglie colpite da una tragedia inaccettabile. La nostra comunità è sotto shock. Ci stringiamo in unico, forte abbraccio attorno ai familiari, agli amici e a tutti coloro che in queste ore stanno vivendo la sofferenza devastante e l’incredulità per aver perso tre persone che erano parte fondamentale del nostro tessuto umano e sociale. Di fronte a una tragedia di tali proporzioni, ogni parola appare debole e insufficiente. Non resta che unirci nel dolore, nel rispetto e in un silenzio carico di partecipazione, garantendo alle famiglie che non saranno lasciate sole e offrendo loro tutta la solidarietà e il sostegno di una comunità ferita ma unita“, ha scritto ieri il sindaco di Apice, Angelo Pepe.

Trovati morti nella sala ricevimenti, chi erano i fratelli Licciardi

 

 

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