Vincenzo Pagano ha chiesto di sostenere un interrogatorio investigativo davanti ai pm per ribaltare le accuse che lo tengono in cella. Questa sarebbe stata la mossa di Vincenzo Pagano, 62enne finito agli arresti con l’accusa di tentata estorsione. Nell’inchiesta condotta dal pm Giuliano Caputo, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Sergio Amato, sono state decisive le denunce delle due presunte parti offese.
Dunque Sce Sce avrebbe attirato al suo cospetto due imprenditori, costringendoli a consegnare le chiavi di un’auto di lusso, ma anche soldi a titolo estorsivo. Una ricostruzione rispetto alla quale ora si attende la versione del fratello del boss Cesare Pagano. Nei prossimi giorni potrebbe essere fissato un interrogatorio dinanzi al pm, nel corso del quale il 62enne punta a sostenere la propria versione dei fatti.
Arrestato latitante degli Scissionisti, è il fratello del capoclan Cesare Pagano
È durata poco più di due mesi la latitanza di Vincenzo Pagano, esponente del clan degli Scissionisti a Casavatore e fratello di Cesare Pagano, fondatore, insieme a Raffaele Amato, della cosca operante anche a Melito e Mugnano.
Vincenzo Pagano era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare con altri due uomini (già tratti in arresto) con l’accusa di aver perpetrato in concorso tra loro il reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso (estorsione in danno di imprenditori edili operanti sul territorio di Casavatore). Sce Sce è stato individuato e bloccato all’interno di un’abitazione in via San Pietro, dove stava portando avanti la propria latitanza, da quando era stata data esecuzione all’ordinanza cautelare nei confronti degli altri coindagati.
Arrestato latitante degli Scissionisti, è il fratello del capoclan Cesare Pagano

