Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Raffaele Afeltra, 69 anni, alias “Burraccionee”, storico esponente della fazione Afeltra-Di Martino di Pimonte, assassinato nella serata di ieri in un agguato avvenuto in una zona montana del comune dei Monti Lattari.
Secondo quanto emerso dai primi accertamenti dei carabinieri, Afeltra si trovava a bordo della propria auto all’interno di un terreno di sua proprietà, nei pressi dell’ex strada statale per Agerola, quando è stato raggiunto dai sicari. Contro di lui sarebbero stati esplosi almeno quattro colpi d’arma da fuoco, probabilmente con un fucile calibro 12. L’agguato non gli ha lasciato scampo.
Sul posto sono intervenuti i militari della Compagnia di Castellammare di Stabia e del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, che hanno eseguito i rilievi tecnico-scientifici e avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili.
Afeltra era una figura storica della criminalità organizzata dell’area stabiese. Considerato il capo della fazione Afeltra-Di Martino, il suo nome è stato più volte associato alle vicende della sanguinosa faida che tra gli anni Ottanta e Novanta contrappose diversi gruppi criminali del territorio.
Dopo una lunga detenzione, era stato nuovamente arrestato nel 2019 al termine di una breve latitanza e aveva poi scontato una condanna definitiva per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Da circa tre anni era tornato in libertà.
Gli investigatori stanno ora cercando di capire se l’omicidio possa essere collegato a vecchie dinamiche criminali, a contrasti più recenti o ad altre motivazioni. Al momento non viene esclusa alcuna pista.
