Dopo 10 anni di attesa, si chiude con una sentenza di prescrizione il processo sulla maxi truffa dei falsi invalidi legata al clan Mallardo. L’undicesima sezione collegiale del Tribunale di Napoli ha dichiarato estinti i reati per tutti gli imputati, escludendo anche l’aggravante mafiosa inizialmente contestata. Una giustizia lenta che solo dopo 10 anni arriva ad una tappa fondamentale. Secondo quanto stabilito dai giudici, le accuse di truffa risultano ormai prescritte. Cade anche l’aggravante del metodo mafioso, che era stata ipotizzata nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.
I fatti risalgono al settembre 2016, quando la Guardia di Finanza portò alla luce un vasto sistema illecito riconducibile alla camorra, e in particolare al clan Mallardo, attivo nell’hinterland a nord del capoluogo partenopeo. L’indagine sfociò in 33 arresti domiciliari e coinvolse anche tre funzionari del Comune di Giugliano.
Il sistema delle false pensioni
Secondo gli investigatori, il sodalizio gestiva un articolato giro di pensioni di invalidità false, sottraendo all’INPS circa 9 milioni di euro. Centinaia di persone avrebbero percepito indebitamente sussidi senza averne diritto. Le somme venivano utilizzate come veri e propri “stipendi” per gli affiliati oppure versate al clan sotto forma di arretrati. La documentazione risultava falsificata e, in molti casi, i beneficiari non erano mai stati sottoposti a visite mediche.
Al termine del processo, la DDA aveva chiesto condanne fino a 7 anni di reclusione, ma dopo oltre dieci anni di iter giudiziario il Tribunale ha dichiarato la prescrizione per tutti i reati contestati. Nel corso dell’operazione, le forze dell’ordine eseguirono sequestri di beni per un valore complessivo superiore a 9 milioni di euro, pari alle somme indebitamente percepite. Tali beni non torneranno nella disponibilità degli imputati, poiché la prescrizione non equivale a un’assoluzione nel merito.
I nomi degli imputati
Alborino Stefano, Arboretto Maddalena, Argiuolo Raffaela, Barbato Annunziata, Barbato Chiesa, Barbato Chiara, Buongiorno Silvana, Caianiello Margherita, Camerlingo Elena, Carleo Giuseppe, Ciccarelli Carmela, Cerbero Annunziata, Cerbero Gabriele, Ciccarelli Maddalena, Ciccarelli Carmela, Comparone Guido, Cipolletta Francesco, Coppola Palmina, D’Alterio Anna, D’Alterio Maria Grazia, D’Alterio Vincenzo, D’Urso Luisa, Del Luongo Raffaella, Di Fiore Giuseppe, Di Fiore Guido, Di Fiore Silvana, Di Gennaro Amelia, Di Vicino Luigi, Izzo Adele, Esposito Angelina, Filtroso Maria, Mallardo Rosa, Maisto Nicola, Maisto Santa, Marciano Carlo, Minieri Antonio, Moraca Angela, Muoio Anna Maria, Palma Francesco, Palma Luigi, Palma Paola, Palumbo Arcangelo, Palumbo Enrico, Palumbo Vincenzo, Pastena Stefano, Pennacchio Fiorenza, Pennacchio Giulio, Pirozzi Elvira, Rega Giuseppe, Rega Pasqualina, Riccio Luigi, Ripici Amalia, Romano Michele, Rossi Valeria, Russo Rosa, Russo Iolanda, Russo Rosa, Sagliocco Potenza Velia, Santoro Domenico, Scaffido Pasqualina, Sequino Nunzia, Sgambati Giuseppa, Taglialatela Ferdinando, Taglialatela Scafati Elisa, Taglialatela Scafati Rosa, Truppa Carmine, Truppa Stefano, Volpe Carolina, Di Rosa Umberto, Musella Angela, Piccirillo Antonietta, Giuliano Pirozzi, Cecere Pietro, Di Napoli Alfredo, Iodice Maria, Tufo Giuseppa, Viglione Michele, Volpe Carolina, Bisesti Pasquale, Damiani Nunzia, Donnarumma Giovanna, Giannelli Paolo, Marano Gennaro, Pennacchio Antonietta, Granata Vincenzo, De Simone Gaetano, Di Rosa Umberto, Manna Luigi, Musella Angela, Petriccione Rosaria, Piccirillo Antonietta, Poziello Giuseppe, Sica Vincenzo, Pirozzi Giuliano, Cecere Pietro
Soddisfazione della difesa
Soddisfatta la difesa, rappresentata da un ampio collegio di avvocati, tra cui Celestino Gentile, Michele Giametta, Luigi Poziello, Salvatore Cacciapuoti, Pasquale Parisi, Vincenzo Cortellessa, Emilia Sequino, Giuseppina Di Domenico, Antimo D’Alterio, Carmela Maisto, Raffaella Pennacchio, Matteo Casertano, Mariangela Maietta, Flavia Russo, Mario Buono, Sergio Aruta e Francesco Smarrazzo.


