Il gran cuore di Napoli ha pulsato solidarietà tutta la notte. In moltissimi infatti si sono mobilitati per Gianni L., il rider 50enne rapinato ieri sera su Calata Capodichino da sei balordi che non hanno esitato a picchiarlo, gettarlo in terra e passargli sopra con i propri mezzi. Tutto pur di appropriarsi del mezzo usato dall’uomo per effettuare le consegne (il motorino apparteneva alla figlia). Quelle terribili immagini (leggi qui l’articolo) hanno fatto breccia nel cuore dei napoletani e così è partita un’azione di crowfunding che ha permesso di raccogliere già 11mila euro, fondi che saranno destinati a ricomprare il mezzo all’uomo. Tra le donazioni elargite spicca quella del terzino della Lazio Mohammed Fares che ha donato 2500 euro. Un gesto che non è di certo passato inosservato. Tanti i messaggi di ringraziamento e di stima dei napoletani al suo indirizzo. Rabbia e indignazione sui social invece per i tre che, passando con le auto davanti alla scena del pestaggio, non si sono fermati.

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Le indagini sul rider rapinato

Per quanto riguarda le indagini fondamentali si riveleranno i frame ripresi dai cellulari e le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Subito dopo aver subito il raid Gianni è stato raggiunto dai poliziotti dell’Ufficio Prevenzione generale della Questura che hanno raccolto la sua testimonianza. Subito dopo il rider ha sporto denuncia presso gli uffici di via Medina. Dalla visione dei frame sarà molto forse possibile risalire anche alle targhe dei motorini usati dai rapinatori anche se, è probabile, che quest’ultimi siano a loro volta rubati.

Parla la vittima della rapina

Il rider ieri sera è stato rintracciato da Gianni Simioli di Radio Marte. Questo il post di Simioli:«Non vogliamo  dirvi molto, solo che abbiamo appena ascoltato un messaggio che il nostro amico (ormai lo è) ci ha inviato in privato.Sapete cosa dice ? Che ci ringrazia, ma che al momento non può rispondere perché dopo lo “stop” per la rapina subita, ha ripreso a lavorare per completare il giro di consegne con un’ auto. Insomma, avete capito bene : sta proprio continuando a lavorare! Applausi e rispetto per questo disoccupato di 50 anni “ che non può stare senza fare niente aspettando che arrivi un lavoro» (parole sue).

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