Licenza sospesa per 30 giorni a una sala bingo allo Sperone, dopo il concerto del neomelodico Anthony, con due boss in prima fila. Il provvedimento è stato adottato dal questore di Palermo, Vito Calvino, nei confronti del titolare della sala bingo, dove lo scorso 14 gennaio si è esibito il cantante 37enne di San Sebastiano al Vesuvio. La sala, gremita di persone non solo per giocare ma anche per assistere allo spettacolo, era stata trasformata in un palco improvvisato con microfoni e casse amplificate.
Come riporta RaiNews tra il pubblico sedevano in prima fila Giuseppe Caserta e Claudio D’Amore, già condannati in via definitiva per reati di mafia e ritenuti vicini alle famiglie di Brancaccio e corso dei Mille. Durante l’esibizione, Anthony ha proposto diversi brani dedicati a chi ha vissuto la detenzione.
Video dello show finiti su Tiktok
Secondo la Questura, la loro partecipazione non può essere considerata un semplice ascolto passivo, ma una lesione della sicurezza pubblica, avvenuta davanti a un pubblico numeroso e variegato. Fondamentali sono stati anche i video diffusi su TikTok e il servizio giornalistico apparso su La Repubblica, che hanno spinto la polizia ad avviare accertamenti sull’organizzazione dell’evento. Lo stesso è stato pubblicizzato sui social e privo della prescritta autorizzazione di pubblico spettacolo.
L’uso dei locali per una serata musicale, in uno spazio autorizzato solo per la commercializzazione di giochi, è stato ritenuto un utilizzo “promiscuo” e dunque un abuso delle licenze. Oltre alla sospensione delle autorizzazioni per la sala bingo, al cantante è stato notificato un foglio di vi. Dunque Anthony non potrà ritornare a Palermo per i prossimi due anni.

