Notte di paura a Napoli, dove un uomo è stato ferito su Corso Garibaldi. Ad essere colpito è stato un 39enne, già noto alle forze dell’ordine. Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe stato raggiunto da due colpi d’arma da fuoco, uno al gluteo e l’altro a una coscia. Dopo l’allarme, l’uomo è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini, dove i medici lo hanno medicato e successivamente dimesso con una prognosi di 15 giorni. Sull’accaduto sono in corso le indagini della Polizia di Stato. Gli agenti del commissariato Decumani stanno lavorando per chiarire dinamica e movente dell’agguato.
DAL NOSTRO ARCHIVIO | Alta tensione a Barra, ferito il cugino del ras Guarino [14/05/26]
Ha una parentela eccellente l’uomo ferito ieri mattina a Barra. Si tratta del 48enne Ciro Scotti, cugino del ras Carlo Guarino conosciuto negli ambienti criminali con l’appellativo di ‘Carlucciello’.
L’agguato è scattato intorno alle undici, proprio mentre la strada era piena di gente intenta a fare la spesa. Scotti è stato raggiunto da tre colpi calibro 7,65 che non gli hanno lasciato scampo. Mentre la polizia scientifica transennava l’area tra lo stupore dei passanti, la vittima veniva trasportata d’urgenza all’Ospedale del Mare in condizioni disperate.
Secondo la prima ricostruzione operata dagli uomini della squadra mobile e dai colleghi del commissariato Barra-San Giovanni, Scotti era seduto al posto di guida della sua auto, in attesa che la compagna finisse di fare acquisti in un negozio vicino. In quel momento, due persone su uno scooter si sono affiancate alla vettura esplodendo diversi colpi a bruciapelo. Per lui nessuna possibilità di reazione. Scotti si trova ricoverato all’Ospedale del Mare in prognosi riservatae i sanitari non si sbilanciano sulle sue possibilità di farcela.
L’uomo è il cugino di Carlo Guarino, personaggio che aveva raggiunto un discreto potere criminale a Napoli est negli anni Duemila: gli investigatori stanno cercando di capire se questo legame di sangue possa aver attirato i sicari o se il movente sia da ricercare in fatti più recenti. Si tratta della seconda sparatoria dopo quella che è costata la vita ad Antonio Musella nella vicina Ponticelli: il 51enne non aveva legami con i clan ma era imparentato con le ‘pazzignane’.