[Video]. Violento pestaggio a Secondigliano, così è stato incastrato il ras Maione

[Video]. Violento pestaggio a Secondigliano, così è stato incastrato il ras Maione
[Video]. Violento pestaggio a Secondigliano, così è stato incastrato il ras Maione

Una sparatoria iniziata nel rione Berlingieri ma conclusasi nel Perrone, la sua zona d’appartenenza. Un inseguimento, gli spari fino alla notte passata in Questura. Questo il riassunto dell’ultima notte di libertà del ras Vincenzo Maione, raggiunto da un decreto di fermo (insieme a Orlando Di Maio) in relazione al tentato omicidio di Gennaro Casaburi lo scorso 19 dicembre. Maione già da tempo era attenzionato dalle forze dell’ordine e lunedì per lui è scattato l’ultimo tassello dell’indagine condotta dagli uomini della squadra mobile e da quelli della squadra investigativa del commissariato di Secondigliano (guidata dal vice questore aggiunto Raffaele Esposito). Secondo i primi riscontri investigativi sembrerebbe che la sparatoria sia iniziata dopo che lo stesso Maione avrebbe avuto un diverbio con una persona del rione Berlingieri. Litigio avvenuto alla presenza di altri pregiudicati della zona. Da lì l’alterco sarebbe poi degenerato fino agli spari su via del Cassano e alla fuga conclusasi al Perrone dove alcune auto sono state poi centrate dai proiettili (leggi l’articolo di Internapoli). Peccato per Maione che gli agenti fossero già sulle sue tracce pronti a notificargli il provvedimento. Un’indagine partita da lontano e che si basa su tanti elementi raccolti a carico del giovane ras del Perrone in questi mesi, mesi accompagnati da diversi episodi aventi tutti un unico filo conduttore e culminati con l’agguato contro il ras ‘o Tramont, in via Monte Faito, nel ‘cuore’ del Rione Berlingieri.

Il pestaggio contro un ragazzo al Rione Berlingieri

Proprio lì tra gli elementi probatori raccolti un video di un violento pestaggio ai danni di un giovane in un locale della zona di un anno e mezzo fa. Aggredito perchè colpevole di un mancato saluto al ras del Perrone. Scene terribili con Maione e i suoi che irrompono all’interno del locale dove iniziano a schiaffeggiare il giovane. Maione ad un certo punto inizia a colpirlo ripetutamente con una teglia fino a quando non intervengono altri giovani che lo bloccano. Lo stesso Maione mesi dopo verrà fermato con alcune mazze da baseball all’interno di un’auto nella sua disponibilità (leggi l’articolo). Vincenzo Maione è indicato da diversi collaboratori di giustizia come uno dei ras emergenti dell’area nord: giovane ma anche determinato tanto da essere stato già arrestato in passato. La situazione nel Perrone era tesa da tempo: già a Capodanno era stata segnalata la presenza in strada di persone armate e, solo alcuni giorni prima, vi era stato, nel vicino Rione Berlingieri, l’agguato costato il ferimento di Casaburi (leggi qui l’articolo).

La ‘Nuova Vanella Grassi’

Ben prima che il clan Vanella Grassi diventasse una sorta di ‘mostro a tre teste’ c’è stata una fase di interregno dominata da due baby ras. Uno di questi era proprio Maione. Dopo l’arresto di Umberto Accurso, ultimo ‘erede’ del ceppo diretto discendente di Salvatore Petriccione, in molti si chiedevano chi stesse amministrando la cosca. Dalle risultanze investigative emerse che il clan che ha conquistato gran parte delle piazze di spaccio di Scampia, dopo l’arresto dei capi, ha trasformato il proprio organigramma e ha archiviato la struttura piramidale esistente in precedenza. E così Accurso, prima dell’uscita di scena sistemò i suoi fedelissimi a controllo delle varie zone di influenza. La decisione del boss è confermata anche dall’identikit dei personaggi usciti alla ribalta prima di essere uccisi o arrestati, prima di cedere il passo alla fazione Grimaldi di stanza a San Pietro a Patierno. Il primo fu vittima di un agguato nel Lotto G11. Francesco Angrisano, già in manette nel 2012, era considerato il referente del clan in tutta la zona di Scampia. Mentre, Vincenzo Maione, arrestato nel dicembre 2016 era noto agli investigatori per essere il referente dei “Girati” nel Perrone. I due, ras emergenti e sicuramente persone fidate di Umberto Accurso, poco prima di essere l’uno ucciso e l’altro arrestato si incontrarono a Scampia per decidere la linea da seguire in merito ad alcuni problemi nati con gli uomini della Masseria Cardone. Al centro dei dissidi tra i due gruppi, il mercatino del rione Berliginieri.

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