Ci sono anche il cantautore Alex Britti, l’attrice e conduttrice Lory Del Santo, l’ex portiere dell’Inter Dario Cordaz e lo stilista Alberto Del Biondi tra i nomi finiti nel mirino dell’organizzazione criminale accusata di effettuare accessi abusivi alle banche dati pubbliche e private per raccogliere informazioni riservate da rivendere a terzi.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli e condotta dalla Squadra Mobile partenopea insieme alla Polizia Postale, ha portato alla luce un presunto sistema di spionaggio illecito che avrebbe coinvolto imprenditori, manager, professionisti e personaggi dello spettacolo. Le indagini sono partite dopo una segnalazione dell’Inps, che aveva rilevato accessi anomali e ripetuti ai propri archivi informatici.
Secondo quanto emerge dagli atti investigativi, tra le persone “attenzionate” figurano anche esponenti di primo piano del mondo industriale e finanziario. Tra questi Valter Bertin, fondatore e presidente dell’azienda farmaceutica Iabomar Spa e vicepresidente degli Industriali del Veneto, Claudio De Nadai, membro del consiglio di amministrazione della stessa società e rappresentante delle piccole imprese venete in Assindustria.
Nelle carte compare inoltre Raffaella Luglini, manager con incarichi di vertice nel gruppo Leonardo e già presidente della Fondazione Ansaldo, così come Giovanni Mercadini, fondatore dell’istituto Credito di Romagna, oggi Solutions Bank Spa, e presidente dell’Istituto Bancario Sammarinese.
Coinvolti anche dirigenti del gruppo assicurativo Generali. Tra i nomi citati figura Giorgio Cociani, manager e rappresentante legale di Generali Italia e di Generali Business Solutions in diversi periodi compresi tra il 2012 e il 2023.
L’elenco delle persone monitorate comprende pure Riccardo Benetel, dirigente della Perfetti Van Melle, oltre all’Associazione Consiglio Supremo dell’Islam, rappresentata legalmente da Ghazi Shwandy.
Al centro dell’inchiesta compare anche Giuliano Schiano, all’epoca appuntato della Guardia di Finanza in servizio presso la Direzione investigativa antimafia di Lecce. Schiano era già emerso nella precedente indagine Equalize. Nell’attuale procedimento è indagato per una singola consultazione abusiva delle banche dati; il gip, tuttavia, non ha disposto nei suoi confronti alcuna misura cautelare.
Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire la rete di contatti, i possibili mandanti e il volume di dati sottratti. L’ipotesi accusatoria è che le informazioni raccolte venissero commercializzate illegalmente attraverso una struttura organizzata capace di accedere a sistemi informatici protetti e acquisire dossier personali dettagliati.
L’indagine resta in pieno sviluppo e gli inquirenti non escludono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.
Da 6 a 25 euro per ogni accesso abusivo, svelato il tariffario per rubare i dati

