“Vogliamo fare un nuovo stadio e non mettere delle pezze all’attuale stadio. La situazione la conoscete bene, non è neppure una notizia. Dalla nostra prospettiva perdiamo circa 70 milioni all’anno senza un nuovo stadio”. Non ha usato giri di parole Tommaso Bianchini per spiegare che Aurelio De Laurentiis non torna indietro. “Il nuovo stadio è un suo obiettivo – ha spiegato il direttore generale dell’area Business del Napoli nel corso della conferenza di presentazione dell’iniziativa Sanghe per Napule – Per competere serve avere un nuovo stadio e senza il Napoli sta facendo dei miracoli. Ma i miracoli non sono eterni. Abbiamo bisogno di strutturare un Napoli che cresca in modo organico e ci serve un impianto di proprietà che garantisca i flussi finanziari necessari per supportare questa crescita”.
“Col nuovo stadio non è vero che alzeremmo i prezzi in modo folle. Ma oggi abbiamo una carenza strutturale importante sulla corporate che regge per il 50% sul fatturato. Parlo di museo, skybox, esperienze. Si tratta di un ecosistema che sarebbe utilissimo”. Ha spiegato Bianchini.
Non solo tribune e spalti, ma un sistema integrato fatto di hospitality, lounge, suite, parcheggi, servizi premium e spazi commerciali. Una piattaforma economica capace di generare flussi costanti e sostenere la crescita del club.
“La sostenibilità finanziaria del Napoli è unica ma anche complicata. La nostra stima conservativa è di 70 milioni di mancati incassi, oggi siamo a 30-35. Abbiamo una lista d’attesa di aziende e realtà territoriali abituate a Madrid, Londra e Parigi ad avere certi servizi. Per offrirli servono spazi adeguati”. Ha concluso il direttore generale dell’area Business del clu azzurro.
