HomeCronacaEstorsioni e droga, il patto tra i clan di Sant'Antimo e Arzano

Estorsioni e droga, il patto tra i clan di Sant’Antimo e Arzano

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Il garage del capoclan Domenico Ranucci è stato un pozzo di informazioni per la DDA di Napoli, infatti gli inquirenti hanno potuto comprendere gli accordi e le frizioni tra i clan di Sant’Antimo. Una cimice piazzata nell’abitazione del boss Lillì ha catturato un dialogo tra gli affiliati Antonio Bortone, Mario D’Isidoro e Pasquale Verde dalla quale emergerebbe la spartizione degli affari illeciti a Grumo Nevano. Il retroscena sull’accordo è emerso nelle due ultime indagini che hanno sgominata la mala di Sant’Antimo sul fronte delle estorsioni e della droga.

«Ora ci dobbiamo vedere con loro, dicono “noi sopra l’estorsione noi non ci permettiamo
proprio”, perché quello è il discorso, dissi “io voglio capire solo per esempio sopra
l’estorsione”, “tu sopra a Grumo hai l’interesse per fare il servizio?”, “a me non me ne
frega proprio, chi ha fatto il danno quello se lo risolve perché io a Grumo, a me finché non
mi tocchi l’estorsione” dissi io, “no, noi le estorsioni non le tocchiamo perché noi i sacrifici
dei cristiani, che stanno pagando gli  ergastoli in galera, non li andiamo a toccare!», ha detto il boss 37enne alla fine di marzo 2023.

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Secondo la DDA di Napoli, il capoclan Ranucci ha chiarito ai suoi affiliati che il giro di estorsioni a Grumo Nevano sarebbe rimasto sotto il loro controllo, mentre il traffico di droga, inteso come “il servizio”, veniva affidato al clan di Arzano.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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