E’ un lungo elenco di collaboratori di giustizia quello che ha permesso agli inquirenti di incastrare i tre ras dei Licciardi raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dagli uomini della squadra mobile. Sono diciotto coloro che hanno illustrato agli inquirenti come funzionava il ‘sistema’ di quelli della Masseria Cardone. Tra di essi gli ex nemici dei Lo Russo come l’ex boss Carlo Lo Russo e i suoi luogotenenti Mariano Torre e Luca Covelli oltre all’ex capo indiscusso dei ‘capitoni’ Salvatore Lo Russo. Tra le personalità di primo piano figura anche Maurizio Prestieri, ex affiliato al clan Di Lauro che ha iniziato a collaborare nel marzo 2008. Tra i ‘nuovi’ pentiti figurano anche Umberto Schettino (del clan Contini) e Daniele Pandolfi, giovane ras dei Vastarella da sempre ‘una cosa’ con quelli della Masseria Cardone. Pandolfi in particolare ha raccontato ai magistrati dell’amicizia esistente tra Patrizio Vastarella e Renato Esposito (uno degli arrestati) e della mediazione dell’Esposito in riferimento ad un ‘recupero crediti’ vantato dal capo delle Fontanelle.

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Non mancano anche esponenti di clan non napoletani come Filippo Caracallo, per oltre 25 anni integrato nel clan Mallardo e dunque nell’Alleanza di Secondigliano, e Francesco Diana uno dei ‘colonnelli’ più fedeli dei Bidognetti. Fanno parte invece del ‘sistema’ del rione Sanità Michelangelo Mazza (nipote di Giuseppe Missi) e Salvatore Torino mentre per la Vanella Grassi ci sono personalità come Antonio Accurso, Rosario Guarino detto ‘Joe Banana’. Fondamentali poi i contributi degli ex scissionisti dei Sacco Bocchetti staccatisi proprio dai Licciardi come Antonio Zaccaro, Gennaro Silvestri e Claudio Sacco. Ultimi i contributi di Pasquale Riccio, ex ras degli Abete-Abbinante e di Antonio De Carlo che ha militato in tre clan, gli Stabile di Chiaiano, il gruppo di Costantino Sarno e infine i Licciardi quando il clan era retto da Vincenzo Licciardi.

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