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Scacco al clan Sequino, un summit prima dell’omicidio

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Un incontro. Un summit organizzato prima dell’omicidio costato la vita a Emanuele Durante, il giovane freddato in via Santa Teresa degli Scalzi perché ritenuto dal clan Sequino responsabile della morte di Emanuele Tufano, morte avvenuta dopo una sparatoria con altri ragazzi di piazza Mercato.

Per il ‘tribunale della camorra’ Durante doveva morire perché ritenuto colpevole di aver attirato in trappola il 15enne: i Sequino, prima della sua esecuzione, organizzarono un summit proprio davanti l’edicola votiva fatta innalzare dal clan e rimossa pochi giorni fa.

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Il particolare è contenuto in un’informativa dei carabinieri allegata nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere otto persone. Tra essi Alexander Babalyan, indicato come l’esecutore materiale dell’omicidio di Durante.

Tra i presenti anche Salvatore Pellecchia, nipote dei Sequino, arrestato insieme a Babalyan in quanto ritenuto il mandante.

Un importante boss della Sanità avrebbe inoltre detto ai parenti del 20enne che il gruppo Pirozzi non era coinvolto nell’omicidio e che nulla sapeva dell’agguato: “Tuo figlio non doveva morire, non si meritava quello che gli hanno fatto, però ti giuro che noi non sapevamo niente. Né io né il Picuozzo”.

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