A Secondigliano non esiste un gruppo totalmente egemone. A parte i Licciardi della Masseria Cardone, di fatto federati nell’Alleanza che porta il nome del quartiere (insieme ai Contini e ai Mallardo) e con ambizioni di ben più vasta portata, nel quartiere dell’area nord si assiste ad una polverizzazione della criminalità organizzata in tanti sottogruppi ognuno dei quali orbita in una specifica area del quartiere. E’ questa l’analisi della Direzione Investigativa Antimafia relativa al primo semestre del 2020. Merito soprattutto della pressione sempre costante delle forze dell’ordine e delle operazioni che in questi anni hanno smantellato la vecchia guardia di tali consorterie.

I gruppi criminali di Secondigliano

Secondo la relazione «In relazione ai gruppi criminali presenti nell’area Nord di Napoli, in via Limitone di Arzano, nella zona delle Case Celesti, permane l’operatività della famiglia Marino, che trae dalla fiorente piazza di spaccio locale le risorse economiche per il sostentamento del sodalizio. Attualmente il clan, a causa della detenzione dei suoi storici esponenti di spicco, delle numerose operazioni di polizia che l’hanno privato di diversi pusher e degli incessanti sequestri di quantitativi di droga, sta attraversando una fase di riorganizzazione interna e di rimodulazione della modalità di spaccio. In particolare, si è passati dalla forma fisica della “piazza” a quella itinerante per “chiamata a telefono” rimodulata in ragione delle restrizioni dovute alla pandemia». Nel territorio di Secondigliano operano altri gruppi, come la famiglia Cesarano nel Rione Kennedy, sensibilmente indebolita dai provvedimenti restrittivi, l’ultimo dei quali relativo ad un’operazione degli uomini del commissariato di zona che portò all’arresto di alcuni esponenti del gruppo per estorsione aggravata (leggi qui l’articolo). Altri gruppi presenti sono i Carella nel rione Berlingieri, i Grimaldi della vicina San Pietro a Patierno e della zone vicine di fatto facente parti di quel mostro a tre teste divenuto la Vanella Grassi (leggi qui l’articolo). Vi sono poi i Rispoli attivi nella zona di Largo Macello e il gruppo facente capo a Vincenzo Maione, arrestato il mese scorso nell’ambito delle indagini relative al ferimento di Gennaro Casaburi (leggi qui l’articolo). La Vanella Grassi, dopo la fase del triumvirato, nell’ultimo periodo era di fatto gestita da Paolo Esposito poi nuovamente arrestato qualche settimana fa (leggi qui l’articolo). Una parcellizzazione che è segno evidente del mutamento in atto nel quartiere.

Il clan Di Lauro

Per quanto riguarda i Di Lauro la relazione è chiara: «Storicamente egemone nel quartiere di Secondigliano, nell’area compresa tra il rione popolare Terzo Mondo e la zona denominata in mezzo all’Arco (tra Cupa Vicinale dell’Arco – piazza Zanardelli – via del
Camposanto), il sodalizio, pur essendo mutato quanto a caratteristiche e affari privilegiati,
risulta tuttora operativo con pieno controllo del territorio spesso intervenendo attraverso gruppi satellite o alleati o dedicandosi al reimpiego del patrimonio accumulato nel corso degli anni e diversificando i settori di interesse». Le ultime informative indicano in uno dei figli del fondatore del gruppo velleità di comando: quest’ultimo avrebbe già riunito attorno a sè un manipolo di giovani fedelissimi.

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