«Quando l’ho visto fuggire mi sono detto: se vuoi metterti a correre, corriamo pure e vediamo dove arriviamo». È il racconto lucido e diretto del brigadiere Donato Russo, 56 anni, uno dei carabinieri intervenuti ieri durante il violento assalto al portavalori sulla superstrada Brindisi-Lecce.
Russo è riuscito a bloccare uno dei componenti del commando, oggi in carcere, al termine di un inseguimento a piedi durato oltre un chilometro e mezzo, tra le campagne di Squinzano. «Fino a una mezza maratona ce l’avevo nelle gambe, 21 chilometri – racconta – ma penso che sarei arrivato fino a Lecce pur di prenderlo».
Durante le fasi concitate della cattura, il brigadiere ha avuto una colluttazione con il fuggitivo, riportando la frattura di una costola, una sospetta lesione a una spalla ed escoriazioni al labbro, provocate dai pugni ricevuti. Attualmente è ricoverato nel reparto di Ortopedia del Vito Fazzi – Dea di Lecce, dove resta sotto osservazione.
«In quei momenti non pensi a nulla – spiega – l’unica cosa che hai in testa è assicurarlo alla giustizia. Solo dopo, a mente fredda, realizzi quello che sarebbe potuto accadere». Donato Russo presta servizio nella sezione operativa dei carabinieri della compagnia di Campi Salentina.
Accanto a lui, in ospedale, ci sono i colleghi ma soprattutto la famiglia: la moglie Simona e il figlio Cristiano, che non nasconde l’orgoglio: «Per me papà è un eroe. Ha messo il dovere davanti alla sua famiglia. È un gesto che rappresenta i valori dell’Arma dei carabinieri, valori che lui mi ha sempre trasmesso».
Sul fronte investigativo, le Procure di Lecce e Brindisi lavorano in stretto coordinamento. Sono in corso gli accertamenti sugli elementi raccolti, sulle auto sequestrate utilizzate dal commando e sulle decine di video girati dagli automobilisti, che documentano le fasi dell’assalto.
Le indagini si stanno inoltre estendendo nel Foggiano, territorio di origine dei due fermati, dove sono in corso controlli e perquisizioni per individuare gli altri componenti della banda e ricostruire l’intera rete criminale.

