HomeCronacaCamorra, racket e omicidio: colpo da ko per il clan della 167...

Camorra, racket e omicidio: colpo da ko per il clan della 167 di Arzano. Sono 11 i fermati

PUBBLICITÀ

Un vero e proprio colpo da ko quello eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna che hanno eseguito undici decreti di fermo per altrettanti ras del gruppo della 167 di Arzano. Oltre a Salvatore Romano (notizia anticipata da Internapoli) che risponde dell’omicidio di Rosario Coppola e del ferimento di Antonio Persico, sono stai fermati Antonio Caiazza, Davide Pescatore, Mattia Rea, Francesco Attrice, Salvatore Lupoli, Antonio Alterio, Umberto Lupoli, Raffaele Silvestro e Pietroangelo Leotta. I carabinieri di Castello di Cisterna hanno condotto le indagini, coordinate dalla DDA di Napoli sulle recenti tensioni criminali a Napoli Nord. Il 33enne Salvatore ‘Sasi’ Romano avrebbe messo in discussione il potere del boss detenuto Giuseppe Monfregolo attraverso la violenta contrapposizione con il rivale Davide Pescatore, detto Pal’ ‘e fierr’. Ieri i pm Cristina Curatoli e Daniela Varone hanno firmato il decreto di fermo nei confronti di 11 indagati.

La scissione interna

La scarcerazione di Pescatore avrebbe determinato un mutamento nella gerarchia del clan, che a sua volta dava vita a una contrapposizione tra gli affiliati, che di fatto si scindevano in due sottogruppi in lotta al fine di riconquistare la posizione di vertice all’interno del clan. Dunque alla fine dello scorso dicembre, il gruppo di Pal’ ‘e fierr’ e Antonio Caiazza si sarebbe contrapposto a quello di Romano. Nella lotta Sasi sarebbe stato affiancato da Raffaele Silvestro, Salvatore Lupoli, Antonio Alterio, Umberto Lupoli, Armando Lupoli e Mattia Rea.

PUBBLICITÀ

L’omicidio Coppola e i ruoli del gruppo

Lo scorso 4 febbraio Coppola fu raggiunto da cinque colpi d’arma da fuoco in via Sette Re ad Arzano. Con la vittima, in auto, c’era anche Antonio Persico che venne colpito da un solo proiettile al braccio destro. Il giovane fu soccorso dal 118 e portato all’ospedale di Giugliano. L’ipotesi dello scambio di persona emerse fin da subito, infatti Coppola era estraneo agli ambienti criminali. Il 33enne Romano è accusato di questo raid mortale e per alcuni episodi estorsivi. Nel decreto vengono anche ricostruiti tutti i ruoli e le mansioni del gruppo: Francesco Attrice, uomo di fiducia di Monfregolo Giuseppe, aveva il compito di occuparsi dell ‘imposizione delle estorsioni e di custodire le armi;

Mattia Rea, aveva compiti di scorta e vigilanza di Salvatore Romano, del quale era uomo di fiducia, nonché con il compito della imposizione e riscossione delle estorsioni, coadiuvava Romano nella lotta armata contro la fazione di Davide Pescatore;

Raffaele Silvestro era stabilmente a disposizione del clan fornendo, tra l’ altro, l’abitazione di via Silone (di cui era proprietario prò quota), come base operativa e come luogo di incontro tra gli affiliati; coadiuvava, inoltre, Romano nella faida contro la fazione di Pescatore;

Salvatore Lupoli, regolarmente percettore di stipendio mensile nel periodo in cui era detenuto, a partire dal mese di ottobre 2025 (data della sua scarcerazione), si metteva a disposizione del clan, essendo operativo nel settore dell’imposizione delle estorsioni; coadiuvava Romano nella faida contro la fazione di Davide Pescatore;

 

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ