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Castel Volturno, ancora guai per il sindaco Marrandino: nel mirino l’appalto sui rifiuti

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E’ finito per la quarta volta al centro di un’inchiesta il sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino per fatti, in questo caso, verificatosi quando svolgeva il ruolo di assessore all’Ambiente nel Comune domitio

La Procura di Santa Maria Capua Vetere indaga, oltre che sull’attuale primo cittadino, anche su altre quattro persone nell’ambito di un procedimento che ipotizza un sistema di favori e utilità legato alla gestione del servizio di igiene urbana.

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Secondo l’ordinanza, Marrandino, all’epoca dei fatti prima presidente del Consiglio comunale e successivamente vicesindaco e assessore, avrebbe abusato del proprio ruolo pubblico per agevolare la società Teknoservice srl (affidataria del servizio di raccolta rifiuti a Castel Volturno e in altri Comuni campani come Giugliano), nelle varie fasi di affidamento, proroga e gestione degli appalti.

Nel mirino degli inquirenti finiscono in particolare gli affidamenti disposti tra il 2019 e il 2021, comprese le proroghe del servizio e la cosiddetta “gara ponte” da oltre 4 milioni di euro per lo spazzamento e il conferimento dei rifiuti solidi urbani. Le contestazioni riguardano presunte interferenze nelle procedure amministrative, contatti diretti con i vertici della società e segnalazioni che avrebbero consentito di sanare irregolarità nella documentazione di gara.

Oltre a Marrandino, risultano indagati Umberto Sementini, Nicola Benedetto (titolare della Teknoservice), Giuseppe Spacone (direttore della società), e Giuseppe Magno. Tutti sono accusati, a vario titolo, di concorso nei reati ipotizzati.

La Procura ha delegato il Nucleo Investigativo dei carabinieri di Caserta a procedere con gli interrogatori degli indagati. Le accuse sono al momento provvisorie e saranno oggetto di valutazione nel corso dell’iter giudiziario, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

 

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