Un’incerta pax mafiosa è stata sancita a Sant’Antimo. Quel patto tra i clan Ranucci, Puca e Verde si sarebbe basato sulla spartizione dei soldi del pizzo che avrebbero alimentato la cassa comune, chiamata nel gergo criminale il cappello.
Ieri sono finiti in manette il reggente Domenico Lillì Ranucci e diversi affiliati grazie all’indagine condotta dalla DDA di Napoli ed eseguita dai carabinieri di Castello di Cisterna. Nel garage del ras 37enne sono state intercettate diverse conversazioni dalle quali è stato possibile ricostruire i processi decisionali presi dalla mala santantimese.
Il sistema del cappello tra il clan di Sant’Antimo
Il collaboratore di giustizia, Claudio Lamino, ha parlato del sistema del cappello già nel 2017: «Quello che chiamiamo cappello è l’insieme delle somme che si raccolgono dalle estorsioni e dalle altre attività illecite del clan, somma che si mette in mezzo alla tavola. Negli ultimi anni tra i proventi del cappello vi erano anche quelli derivanti dal commercio
della droga. …omissis… Ed infatti, da questo cappello, prima delle spartizioni, andavano
detratte le somme che bisognava dare alle famiglie dei detenuti, con differenza di somma tra detenuto e detenuto».
L’affiliato Nicola ‘Nek’ Russo si sarebbe occupato delle estorsioni ai commercianti e del mantenimento dei rapporti con gli affiliati dei clan Ranucci e Verde. Tutto sarebbe stato finalizzato alla programmazione alla luce degli accordi criminali, il cosiddetto cappello. Nell’aprile 2023, Russo è stato intercettato: «Gli dissi io, che qualche volta di queste avrebbe detto “Nicola questi sono 5000 euro”, per dire (…ine…) sopra lì? no e allora? Ohh vogliamo fare un cappello? il “cappello” lo stai facendo tu e te lo stai mangiando tu dentro la tasca, mica lo sto facendo io»
“Devi mettere in mezzo alla tavola”
Lillì sarebbe stato il punto di riferimento dell’accordo della pax mafiosa tra i Ranucci, i Puca e i Verde. Gli inquirenti hanno analizzato anche la terminologia “in mezzo alla tavola” usata da Ranucci e dal suo affiliato Mario D’Isidoro. Nella conversazione del marzo 2023, i due avrebbero fatto riferimento alla somma dei soldi sporchi dei tre clan santantimesi.
Domenico Ranucci: Devi mettere in mezzo alla tavola dipende che dobbiamo mettere in mezzo alla tavola.
Mario D’Isidoro: Si mette pure in mezza alla tavola?
D.R: Che cosa.
M.D: La Roba.
D.R: Si, te l’ho detto io dal primo momento lo dobbiamo mettere in mezzo alla tavola, però, con l’appoggio di tutti quanti.


