Decine di giovani e familiari hanno accompagnato l’ultimo saluto a Ylenia Musella, la ragazza 22enne accoltellata a morte da suo fratello, nella chiesa della Sacra Famiglia al rione Luzzatti.
La piazza e le strade attorno al complesso religioso si sono riempite già prima dell’inizio della funzione, con molte persone rimaste all’esterno e affacciate dai balconi dei palazzi vicini.
Sulle magliette bianche indossate da amici e coetanei era stampato il volto della ragazza. All’arrivo del feretro, bianco, la folla ha reagito con applausi e lacrime. Alcune amiche hanno fatto stampare sulle maglie frasi come “Altrove ma insieme” e “Resterai per noi la stella più bella da guardare”. La bara è stata portata a spalla fino all’interno della chiesa e poi circondata a lungo dai familiari, in particolare dalla madre.
Funerali di Ylenia Musella tra lacrime e polemiche, sul manifesto funebre anche il nome del fratello
Nel corso dell’omelia il sacerdote ha parlato di una tragedia che coinvolge direttamente il mondo dei giovani, sottolineando come la perdita di una vita così giovane imponga una riflessione collettiva. Durante la cerimonia ha poi ricordato la ragazza rivolgendosi direttamente a lei: “Il tuo nome oggi pesa sulle labbra perché pronunciarlo fa male”.
A suscitare discussione nel quartiere è stato anche il manifesto funebre, nel quale tra i familiari compare pure il fratello, reo confesso dell’omicidio. Al termine della funzione, all’uscita del feretro, sono stati liberati palloncini bianchi e le lettere del nome della 22enne, mentre in sottofondo sono stati accesi fuochi d’artificio.
La famiglia era originaria del rione Luzzatti e successivamente si era trasferita nel rione Conocal di Ponticelli, dove la giovane è morta nel tardo pomeriggio del 4 febbraio.
Il fratello Giuseppe resta in carcere
Sul fronte investigativo, gli accertamenti medico-legali hanno evidenziato che il decesso sarebbe stato provocato da una lesione all’aorta di circa un millimetro. Secondo quanto riferito dal consulente della difesa, la ferita alla schiena sarebbe compatibile con il lancio di un coltello. Durante l’autopsia è stata riscontrata anche una lesione polmonare, ritenuta però non determinante ai fini del decesso. Per il quadro definitivo bisognerà attendere il deposito della relazione completa, atteso entro 60 giorni.
Per la vicenda è indagato il fratello, Giuseppe Musella, 28 anni. Il gip di Napoli, nell’udienza di convalida tenuta l’altro ieri sera, ha ritenuto non credibile la versione fornita dall’indagato e ha convalidato il fermo per omicidio volontario aggravato, disponendo la permanenza in carcere.
Davanti agli investigatori e poi durante l’udienza, l’uomo avrebbe sostenuto di aver lanciato il coltello senza l’intenzione di uccidere. I difensori hanno chiesto la riqualificazione del reato in omicidio preterintenzionale, sostenendo anche la presenza di testimoni che avrebbero assistito al lancio dell’arma. Le verifiche su questa ricostruzione sono ancora in corso.

