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HomeCronaca“I Licciardi non volevano lo spaccio nella comunità”: il motivo

“I Licciardi non volevano lo spaccio nella comunità”: il motivo

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È una figura chiave quella di Gennaro Cannavacciuolo, detto ‘o Topone, secondo quanto scoperto dalla Dda di Napoli e che ha portato all’esecuzione di 22 ordinanze di custodia cautelare a carico di persone orbitanti intorno al clan Licciardi. Ciò anche grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, come Giuseppe Ambra, ex capozona dello Chalet Bakù di Scampia per conto degli Abete-Abbinante, che nei suoi verbali ha parlato a lungo di Cannavacciuolo e del ruolo che questi avrebbe avuto nel 2012 nel blitz all’interno della comunità di recupero di Via Mianella, nota come “La Sorgente”.

“In quella comunità erano detenuti agli arresti domiciliari alcuni membri del clan Abete-Abbinante-Notturno, tra cui spacciatori collegati allo chalet Bakù – ha spiegato Ambra – Omissis 1 e Omissis 2 spacciavano nella comunità e questa cosa non andava bene  […] alla Masseria Cardone, poiché la comunità si trova a ridosso della piazza di spaccio di Omissis 3 che credo fosse in accordo con loro”.

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