Messaggi e video dal carcere, pubblicati sui social da profili anonimi: la famiglia di Umberto Catanzaro chiede di accertare se siano autorizzate o illegali le comunicazioni che sono intercorse di recente tra alcuni dei giovani coinvolti nell’omicidio di Umberto.
Il 23enne venne gravemente ferito durante una rappresaglia armata lo scorso 15 settembre 2025 ai Quartieri Spagnoli e poi deceduto, il 17 novembre, nell’ospedale Vecchio Pellegrini
“Oggi sono tre mesi che Umberto non c’è più”, dice all’Ansa il padre del giovane morto, “mia moglie e io piangiamo notte e giorno e questi li portano pure in gloria. Io non lo so se tutto questo è normale ma io non possiamo sopportare quello che scrivono queste persone. Tutto questo ci fa stare ancora più male. Per questo – conclude il papà di Umberto Catanzaro – se si può fare qualcosa per favore facciamolo”.
Il 23enne, secondo quanto emerso dalle indagini preliminari, venne colpito mentre era in auto con il reale obiettivo del raid, un ragazzo che aveva offeso l’onorabilità della figlia del capo di un gruppo malavitoso, con la quale aveva avuto una relazione, rendendo visibili alcune loro immagini intime.


