Un’alleanza di camorra a suon di estorsioni tra Fuorigrotta e Chiaia. Quella tra i clan Troncone e i Frizziero, patto sgominato dal maxi blitz che portò agli arresti dell’aprile dello scorso anno. Il pubblico ministero della Dda Prisco ha invocato due secoli e mezzo di carcere. A rischiare maggiormente sono il boss Vitale Troncone, suo figlio Giuseppe e il nipote Luigi per i quali sono stati chiesti 20 anni a testa.
Riguardo le altre richieste 6 anni per Valerio Guerra, 18 anni Giacomo Balestra, 14 anni Antonio De Monte, 20 anni Alvino Frizziero, 16 anni Fausto Frizziero, 16 Francesco Frizziero, 20 anni Mariano Frizziero, 15 anni Marco Capobianco, 16 anni Armando Mastroianni, 9 anni Gaetano Stefanino, 3 anni Vincenzo Romano, 8 anni Giuseppe Marco Scala, 4 anni e sei mesi Luca Iuliano. Unica posizione stralciata quella di Simona Milano, compagna di Mariano Frizziero, per la quale è stato ammesso il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica per verificare la sua capacità di stare in giudizio. Spetterà al collegio difensivo (composto tra gli altri dagli avvocati Paolo Gallina, Andrea Lucchetta, Antonio Abet, Gaetano Inserra) provate a ridimensionare la posizione dei loro assistiti.
Estorsioni contro i pusher e i parcheggiatori abusivi
Nel corso delle indagini stati ricostruiti numerosi episodi estorsivi, non solo nei confronti di esercizi pubblici ma anche nei riguardi di persone dedite allo svolgimento di spaccio di droga, contrabbando di tabacchi lavorati esteri e parcheggiatori abusivi. Le indagini hanno documentato il versamento, con cadenza settimanale, di somme di denaro a titolo di “controprestazione” per l’esercizio delle relative attività illecite sul territorio. Nel corso delle indagini, svolte tra il 2020 e il 2023, è stato anche dimostrato da parte del clan Troncone il reimpiego dei proventi delle attività di contrabbando e di spaccio di sostanze stupefacenti nell’acquisto di natanti, questi ultimi intestati fittiziamente e poi noleggiati attraverso una società di Nisida.


