È andata più che bene per Emanuele Pironti di 21 anni e per il 38enne Vincenzo Annunziata arrestati qualche giorno fa nel corso di un intervento al Rione Traiano dei carabinieri della compagnia di Bagnoli. Nel corso dell’udienza di convalida il pubblico ministero ha evidenziato che per i due non potesse essere concessa la fattispecie di lieve entità.
Per tali ragioni chiedeva la custodia cautelare in carcere per Annunziata, gravato da altri precedenti, e gli arresti domiciliari per Pironti, formalmente incensurato.
La difesa di quest’ultimo, composta dagli avvocati Paolo Gallina e dall’avvocato Antonio Chianese (dello studio legale Gallina) ha insistito per la riqualificazione giuridica nell’ipotesi di lieve entità citando delle pronunce della Cassazione che l’aveva riconosciuta anche con quantitativi superiori e in presenza di stupefacenti di diversa tipologia.
Il rito direttissimo
Il giudice ha accolto in piena la tesi dei due legali riconoscendo la fattispecie di lieve entità, ma applicando comunque la custodia cautelare in carcere per Annunziata e gli arresti domiciliari per Pironti.
Si è quindi celebrato il rito direttissimo nel corso dei quali sia i difensori del Pironti che quello dell’Annunziata, l’avvocato Antonella Regine, hanno proceduto con patteggiamento. Annunziata ha rimediato due anni di reclusione mentre Pironti un anno e sei mesi con sospensione condizionale della pena.
Il Giudice ha emesso sentenza con cui ha ratificato le pene concordate dalle parti, disponendo l’immediata liberazione di Pironti che aveva beneficiato della sospensione condizionale della pena. Per Annunziata ha comunque confermato il carcere e il suo difensore ha avanzato istanza di sostituzione della misura con altra meno afflittiva. Il giudice si è riservato su tale decisione.


