Una relazione non gradita. Interpretata come un affronto ai nuovi boss di Scampia, quei Raia decimati dall’ultimo blitz di qualche settimana fa. Una ‘colpa’ da lavare con il sangue. Quello di Carmine Pandolfi, ras soprannominato ‘Braciola’, finito nel mirino di Giovanni Raia per la relazione intrapresa dal primo con l’ex fidanzata del figlio. In una intercettazione Giovanni Raia non nasconde il desiderio di vendetta rivelando i suoi propositi al al fratello Francesco: «Si è messo vicino all’ex ragazza di questo… e manco l’hai ucciso». La minaccia diventa poi esplicita: «Mo’ che esco, muore». Francesco cerca di far ragionare il fratello dimostrando un approccio più pragmatico e temendo che azioni dettate dalla rabbia possano attirare le forze dell’ordine. Giovani Raia di contro, millanta un senso dell’onore violato, nonostante i ripetuti avvertimenti del fratello: «Non lo puoi fare… fratello… perché per muovere questa cosa… mo’ te lo dico un’altra volta…».
E’ stata un’indagine molto articolata quella che ha portato all’azzeramento del gruppo Raia a Scampia. La cosca, articolazione degli Amato-Pagano, secondo i magistrati, continuava a gestire le piazze di spaccio storiche dello “Chalet Baku” e “Oasi del buon pastore”. L’indagine è nata dopo gli arresti avvenuti nel 2022 per estorsione nei confronti della famiglia Notturno, costretti a lasciare le loro abitazioni.
A seguito del processo di primo grado, è stata emessa sentenza di condanna a pene comprese tra i 4 ed i 6 anni di reclusione, confermata anche dalla VI sezione della Corte d’Appello.” Ebbene, il grave episodio, avvenuto il 17 ottobre 2022 rappresentava l’ultimo atto della strategia assunta dalla famiglia RAIA (e, segnatamente, dai fratelli Costantino, Francesco, Giovanni e Patrizio) finalizzato al definitivo allontanamento della famiglia Abete-Notturno dallo Chalet Baku che ebbero in gestione quella piazza dal clan Di Lauro.


