Si è concluso con una vera e propria stangata il processo celebrato con rito abbreviato davanti al Gip del Tribunale di Napoli Carla Bianco, che ha contattato i ras della cosca giuglianese rideterminando le pene anche alla luce di precedenti condanne e del vincolo della continuazione.
Scacco al clan Mallardo, oltre un secolo di carcere
La pena più elevata è stata inflitta a Davide Barbato, condannato a 18 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione, con aumento per la recidiva e riduzione per il rito abbreviato. Condanne pesanti anche per Michele Di Nardo (18 anni), Carmine Maione (16 anni e 9 mesi), Biagio Micillo (16 anni e 8 mesi) e Biagio Vallefuoco (15 anni di reclusione).
Domenico Chiariello ha rimediato 9 anni, 9 mesi, Domenico Di Nardo 14 anni di reclusione, Giulio Maisto 8 anni di reclusione, Antonio Mallardo 8 anni di reclusione, Gennaro Maraniello 10 anni di reclusione, Giuseppe Mele 10 anni, 9 mesi Antonio Miraglia 8 anni di reclusione, Angelo Pirozzi 12 anni di reclusione, Antonio Russo 15 anni e due mesi. Esclusa l’aggravante mafiosa
Per tutti gli imputati il Gip ha escluso la circostanza aggravante prevista dall’articolo 416 bis, comma 6 del Codice Penale, pur riconoscendo la gravità dei fatti contestati. In diversi casi è stata applicata la continuazione con precedenti sentenze già irrevocabili, con conseguente rideterminazione delle pene


