«Siamo vivi, ma è una catastrofe». È il messaggio inviato da Jacques Moretti e dalla moglie Jessica Maric Moretti poche ore dopo l’incendio che, nella notte di Capodanno, ha devastato il locale “Le Constellation” di Crans-Montana, causando 40 morti e 116 feriti. Oggi quelle parole tornano al centro dell’inchiesta: i due proprietari sono indagati per la tragedia.
Ma a pesare in modo particolare sulla posizione di Jessica Maric Moretti è un dettaglio che emerge dalle ricostruzioni: la donna, secondo quanto riportato da Repubblica, sarebbe riuscita a mettersi in salvo portando con sé la cassa del locale, mentre all’interno decine di ragazzi restavano intrappolati tra fiamme e fumo.
Secondo quanto ricostruito, nel momento dell’incendio nel club si trovavano circa 400 giovani, stipati in un ambiente con una sola via di uscita. Jessica era all’interno ed è rimasta ustionata a un braccio. Il marito si trovava in un altro locale. Dentro “Le Constellation” c’erano anche il figlio della donna, capo dello staff, e altri dipendenti: il ragazzo avrebbe tentato disperatamente di sfondare i pannelli in plexiglass che bloccavano la fuga dalla veranda ormai in fiamme.
Mentre all’interno si consumava l’inferno, Jessica sarebbe uscita in strada con la cassa del locale ancora in mano. Una scena che, secondo quanto trapelato, sarebbe stata ripresa da due telecamere di videosorveglianza esterne. Proprio questo comportamento rischia ora di diventare centrale nell’inchiesta: gli inquirenti stanno valutando se configurare anche l’ipotesi di omissione di soccorso.
L’indagine punta a chiarire le responsabilità sulla gestione della sicurezza, sulle vie di fuga e sulle condizioni che hanno trasformato una notte di festa in una strage. Ma l’immagine della proprietaria che si salva portando via l’incasso mentre decine di persone lottano per la vita è destinata a pesare come un macigno sul piano giudiziario e su quello dell’opinione pubblica.
