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HomeCronacaIl pentito Giuliano parla del gruppo del 'presepe': «Sono autonomi»

Il pentito Giuliano parla del gruppo del ‘presepe’: «Sono autonomi»

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Ci sono anche le dichiarazioni di Salvatore Giuliano nell’indagine che ha sgominato il clan Sequino-Severese. Tra l’aprile 2020 e il suo recente arresto, il collaboratore di giustizia aveva stretto con loro rapporti di affari, infatti ha ricostruito l’organigramma ai magistrati della DDA di Napoli.

«Genny De Marino aveva un rapporto molto stretto con Salvatore Barile (non indagato in questa inchiesta) che condivideva con lui tutte le attività illecite, poi però è accaduto che a un certo punto Salvatore Barile pretendeva che Genny De Marino andasse a sparare contro il gruppo del cosiddetto ‘presepe’, che è un gruppo autonomo costituito da ragazzi molto giovani che fa, essenzialmente, droga in totale autonomia, cioè rivolgendosi a propri canali senza passare per i Mazzarella. Preciso che in realtà il gruppo della Sanità è un gruppo unico e anche questi del presepe sostanzialmente facevano parte della Sanità anche se, come ho detto sono autonomi. Genny De Marino si rifiutò di compiere atti di guerra nei confronti dei ragazzi del presepe perché è cresciuto insieme a loro», ha dichiarato Giuliano nel settembre 2021.

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Arresti contro la mala della Sanità

I Sequino-Savarese avevano la loro roccaforte in via Gradini San Nicandro dalla quale volevano imporre il loro controllo criminale nel quartiere Sanità. Tra il 2024 e il 2025, il clan si è scontrato con la famiglia dei Vastarella attraverso diversi raid armati.

Le articolate indagini sviluppate tra il 2024 e il 2025 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli, anche mediante attività tecniche, coordinate dalla DDA partenopea, hanno consentito di acquisire gravi indizi contro la mala della Sanità. Gli indagati avevano molte armi per consolidare il potere camorristico. Accertati la detenzione e il porto illegale delle armi, infatti queste sono state ritrovate nei covi.

 

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, retta da Nicola Gratteri, nei confronti di 8 persone. Sono indagati, a vario titolo, di porto e detenzione illegale di armi da fuoco e munizionamento aggravati dalla finalità mafiosa.

In manette sono finiti i ras Ciro Esposito, detto ‘o Macall, e Salvatore ‘Sasillo’ La Salvia. I due potevano contare anche sugli affiliati Luis Antonio Amodio, Alexandr Babalyaan, Gennaro De Marino, Francesco Pio Massaro, Danilo Peraino e Ivan Zinzi. 

 

 

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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