“Non volevo ucciderlo, non era mia intenzione ammazzare Marco”. È un fiume in piena di lacrime e disperazione il 15enne costituitosi nei giorni scorsi per l’omicidio di Marco Pio Salomone. Questa la sua confessione dinnanzi al Tribunale per i minori di Napoli con un ‘giallo’ legato ai reali motivi del raid e su chi fosse l’obiettivo dell’agguato. Assistito dall’avvocato Beatrice Salegna il giovane ha pianto, dicendosi pentito ma per il momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sul retroscena che ha portato alla morte del 19enne in via Generale Francesco Pinto.
Nel corso dell’udienza il ragazzo avrebbe riferito di una lite scoppiata pochi giorni prima con Marco Pio Salomone ma dalla Procura per il l’omento non è trapelato nulla anche perché su Instagram e a Tik Tok è iniziato un tam tam di messaggi con minacce rivolti al giovane e alla sua famiglia. I magistrati non vogliono esacerbare un quadro già carico di tensione e capire se vi siano altre persone coinvolte in una vicenda dai contorni ancora tutti da definire.


