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Prima la lite nel locale poi il raid, così è stato ferito il fratello di Fabio Pisacane

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Vi sarebbe una lite avvenuta nel locale di famiglia dietro il raid che ha portato al ferimento di Gianluca Pisacane, fratello di Fabio tecnico del Cagliari (leggi qui l’articolo). All’origine di tutto vi sarebbe una spedizione punitiva frutto di una lite avvenuta tra tre donne e una dipendente di Pisacane all’interno del locale di famiglia, Pisadog. Secondo la prima ricostruzione Gianluca Pisacane sarebbe intervenuto a difesa della lavoratrice proprio mentre interveniva una pattuglia della polizia che ha redatto un verbale dopo aver ascoltato i fatti. Poco dopo sarebbe partita la spedizione punitiva (gli agenti si erano già allontanati) da parte di alcune persone legate alle tre donne che hanno raggiunto il locale sparando. L’intervento delle forze dell’ordine è poi avvenuto alle 4 quando dall’ospedale dei Pellegrini è arrivata la segnalazione del ferimento a colpi di pistola. Al Pronto Soccorso sono arrivati i poliziotti del commissariato Montecalvario, per l’avvio delle indagini. Ad agire sarebbero stati in tre, arrivati con volto scoperto centrando Gianluca Pisacane con due proiettili alla gamba destra. In ospedale l’uomo è stato sottoposto ai controlli del caso e i medici hanno escluso per lui complicazioni di rilievo. Nessuna aggressione invece al padre dell’ex calciatore come emerso invece in un primo momento. Le indagini sono affidate alla squadra Mobile di Napoli, col supporto dei poliziotti del commissariato Montecalvario.

Il post di Fabio Pisacane

«Come riportato da diversi organi di stampa questa notte mio fratello Gianluca è stato coinvolto in un’aggressione, rimanendo ferito da alcuni colpi di arma da fuoco», scrive il tecnico del Cagliari dal social. «Stava rientrando a casa, aveva appena chiuso il locale di famiglia ai Quartieri Spagnoli dopo un’altra giornata di lavoro. Volevo intanto rassicurare tutti sulle sue condizioni: non è in pericolo di vita, ha riportato delle ferite alla gamba, sta bene compatibilmente all’esperienza che ha vissuto. Tanto spavento, ovviamente: per lui, per tutta la nostra famiglia. Non volevano dirmelo per non farmi preoccupare, ho saputo solo questo pomeriggio. Mio padre invece non è stato aggredito. In queste ore ho ricevuto tanti messaggi e telefonate, ringrazio davvero tutti per la solidarietà e l’affetto».

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