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“Se lo tengono sulla coscienza”, le chat in sala operatoria durante il trapianto a Domenico

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La vicenda ormai tristemente nota come quella del «bambino col cuore bruciato» morto dopo il trapianto all’ospedale Monaldi è uno stillicidio di rivelazioni, atti, audit, dichiarazioni.

Alla morte del piccolo Domenico Caliendo la vicenda si è spostata dalla rianimazione dell’ospedale napoletano agli uffici della Procura di Napoli e con essi a quelli della Direzione generale Tutela Salute della Regione Campania e del ministero della Salute.

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“Se lo tengono sulla coscienza”, le chat in sala operatoria durante il trapianto a Domenico

Sono sette gli indagati: Guido Oppido, Primario dell’Unità di Cardiochirurgia pediatrica e trapianti e cardiopatie congenite dell’ospedale Monaldi; Marisa De Feo, Direttore del Dipartimento di Chirurgia cardio-toraco-vascolare e dei trapianti di cuore dell’Azienda ospedaliera dei Colli, non coinvolta operativamente nell’intervento. Francesca Blasi, Anestesista della cardiochirurgia pediatrica; i medici specialisti Mariangela Addonizio ed Emma Bergonzoni, e infine i due coinvolti nelle attività legate al trapianto e al prelievo d’organo, ovvero lo specialista cardiochirurgo Vincenzo Pagano e Gabriella Farina, cardiochirurga responsabile del programma di prelievo del cuore a Bolzano.

Ieri è stata la giornata degli atti del Monaldi, l’audit interno ai medici dopo i fatti diventato argomento dominante sui giornali. Oggi è la giornata in cui emergono ulteriori chat e messaggi vocali WhatsApp scambiati durante l’intervento del 23 dicembre nella sala operatoria del Monaldi, ora agli atti dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico, condotta dal pm Giuseppe Tittaferrante, col coordinamento dell’aggiunto Antonio Ricci.

Nei messaggi infermieri e caposala descrivono confusione, tensione e difficoltà durante il trapianto. In un dialogo tra due infermiere, una dentro e una fuori la sala operatoria, quella che sta operando dice, riferendosi al cuore arrivato congelato perché erroneamente raffreddato con ghiaccio secco a -70 gradi: «Un’ora ci è voluto, si è congelato tutto. Un’ora ci è voluto solo per cacciarlo dalla borsa buttando acqua calda. Tengo la mano destra con tre polpastrelli che non li sento più».

Quando tra i messaggi, testo e vocali, si apprende che il chirurgo Oppido sta comunque impiantando il cuore arrivato da un donatore a Bolzano, poiché al bimbo è stata già praticata la cardiectomia, ovvero la rimozione dell’organo con cui è nato, gravemente malato, operazione irreversibile e che il cuore non riparte, l’infermiera che parla è epigrafica: «Madò. Mamma mia, se lo tengono sulla coscienza» riferendosi ovviamente al piccolo di 2 anni e 4 mesi, la cui madre Patrizia Mercolino saprà di tutto questo solo dai giornali, non dalla struttura sanitaria. In una ulteriore conversazione: «Per scongelarlo lo abbiamo messo nell’acqua calda. Se riparte è un miracolo». «Ma lo sta mettendo?» chiede allora riferendosi al cardiochirurgo Oppido incaricato del trapianto. «Pazzo. E che te lo dico a fare? si, lo sta mettendo».

Sospesi due dirigenti coinvolti

Il Monaldi oggi, ad oltre 2 mesi dai fatti, ha annunciato la sospensione di due dirigenti medici coinvolti, identificati nei chirurghi Farina (espianto a Bolzano, difesa dai legali Dario Gagliano e Anna Ziccardi) e Oppido (trapianto a Napoli, assistito dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge), anche se non risultano ancora notifiche ufficiali, mentre prosegue l’iter disciplinare anche per altri sanitari coinvolti. Martedì mattina, dinanzi al gip Mariano Sorrentino, ci sarà incidente probatorio sul corpo del bimbo.

Il gip ha nominato tre professori universali non campani per eseguire l’autopsia: Mauro Rinaldi, ordinario di Cardiochirurgia all’università di Torino e direttore del Centro trapianti cuore e polmoni dell’ospedale Molinette di Torino; Luca Lorini, direttore del Dipartimento di Emergenza, Urgenza e Area Critica del Papa Giovanni XXIII di Bergamo; e Biagio Solarino, professore associazione di Medicina Legale e direttore della Scuola di Specializzazione Medicina Legale dell’università di Bari. I genitori Antonio Caliendo e Patrizia Mercolino, assistiti dal penalista Francesco Petruzzi una volta dissequestrata la salma potranno procedere coi funerali che si terranno nella Cattedrale di Nola.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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