Add’amice e add’e pariente nun accattà e nun venner niente. Il proverbio napoletano suggerisce di evitare affari economici con la cerchia familiare per prevenire litigi, malcontento e la rottura di legami affettivi. Un proverbio che calza a pennello con la storia di Nicola Notturno, il giovane ras ucciso a Scampia nel settembre del 2017. La storia della sua morte ritorna sulla scena con le dichiarazioni di suo zio Gennaro detto ‘o sarracino, verbali contenuti nella maxi ordinanza di custodia cautelare eseguita la scorsa notte contro i Raia. Ossia il gruppo che a Scampia ha soppiantato proprio i Notturno. Una transizione non ‘morbida’ ma caratterizzata dal graduale ma inesorabile allontanamento dei ‘vettori’ dalle piazze del quartiere.
I verbali di Gennaro Notturno
Il passaggio dai Notturno ai Raia vede nell’omicidio di ‘o chiatt un punto di non ritorno. Nei suoi verbali Gennaro Notturno non fa nomi ma indica una precisa pista e il contesto entro cui è maturato l’omicidio: “Raia Giovanni m i dice che si sono riunite le famiglie Amato-Pagano, Vanella e Leonardi perché la faida del 2012-2013 stava finendo e volevano spartirsi le zone e le piazze di Scampia per tornare alla normalità, e Raia, incaricato dalle famiglie che ho indicato, mi chiese quali fossero le nostre attività, ossia le nostre piazze e l e zone che dovevano essere
assegnate a noi. lo dissi che volevo fossero assegnate alla famiglia Notturno: lo Chalet Baku, l’Oasi del Buon Pastore e i Sette Palazzi. Raia andò a riferire alle famiglie, perché la riunione era in corso e poi mi ricontattò. Raia mi riferì che avrebbero
voluto darci anche una quota sulle Case dei Puffi, ossia il lotto P, ma io dissi: questa quota datela
ad altri compagni che ne hanno bisogno. Lo Chalet Baku venne quindi gestito da Giovanni Raia e da altri ragazzi, l’Oasi del Buon Pastore da mio nipote Carmine Iannotti qualche tempo dopo affiancato da mio nipote Nicola Notturno che voleva essere coinvolto nelle attività”.
L’entrata in scena di Nicola Notturno
Qualche tempo dopo cominciarono i problemi vista la spavalderia del giovane e la sua ‘amministrazione’ non proprio in linea con le regole del gruppo. A spiegarlo è lo stesso Notturno: “I problemi emersero quando venne arrestato Raia Giovanni e poi quando usci dal carcere mio fratello Raffaele Notturno da li non capì più nulla. Misi mio fratello Raffaele come
responsabile ma subito nacquero problemi di soldi tra lui e suo figlio Nicola, ed anche tra Nicola e Giusepp Di Maio dei Sette Palazzi e con Carmine Iannotti nell’Oasi. Il problema era che Nicola si impossessava di parte del guadagno ed i conti non tornavano. Arrivai dunque alla decisione di separare le piazze. Ciro Mauriello si lamentava spesso, anche di recente, che mio nipote Nicola non pagava con regolarità, non era preciso, portava problemi, mentre gli altri, erano precisi. Per come richiesto dal Mauriello, io intervenni con mio nipote, a colloquio, rimproverando sia lui che mio fratello Raffaele, per non far nascere problemi, Posso però dire che sino a quando Mauriello era libero, o comunque fuori, non avrebbe mai ordinato di uccidere mio nipote per ragione di debiti di droga, né mai lo minacciò di fare. Mauriello mi confidò anche che mio nipote stava facendo le estorsioni ai negozi di Scampia, ed io dissi a Nicola che non lo doveva fare, perché noi Notturno non l’avevamo mai fatto. Non so dire se Nicola si facesse seguire da persone con scorta armata. Mio figlio Nicolas mi riferi che non era benvoluto nel quartiere. Un ragazzo di Scampia in carcere con me mi disse che mio nipote Nicola si accompagnava con mio figlio ed io non ero contento”.
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