I carabinieri del nucleo operativo di Napoli Bagnoli hanno arrestato tre uomini di 35, 34 e 20 anni, Emanuele Luigi Guarino, Domenico Ronga e Alessandro Sorvino. I tre sono stati fermati intorno alle 2 in viale J.F. Kennedy, nel quartiere Fuorigrotta, mentre viaggiavano a bordo di un’auto a noleggio. Durante il controllo i militari hanno rinvenuto una pistola Beretta FS calibro 9×19 Parabellum, con matricola abrasa. L’arma, poggiata dietro i sedili anteriori, era pronta a sparare, con colpo in canna e 14 cartucce nel caricatore. Sequestrati anche un coltellino, due taglierini, una bustina di marijuana, gioielli per i quali non sono riusciti a fornire spiegazioni e quasi 3mila euro in contante. Il tre sono stati portati in carcere, arrestati per detenzione di arma clandestina.
La pistola sarà sottoposta ad accertamenti dattiloscopici e balistici per verificare se sia stata utilizzata in fatti di sangue.
L’omicidio del carabiniere Tiziano Della Ratta
Tra i tre il volto più conosciuto alle forze dell’ordine è senza dubbio quello di Domenico Ronga già arrestato per l’omicidio del carabiniere Tiziano Della Ratta ucciso nel corso di una rapina alla gioielleria Ogm di Maddaloni verificatasi nell’aprile del 2013. Il giovane, Domenico Ronga, autista della banda, fu condannato nel processo di primo grado a 15 anni e sei mesi, sentenza poi confermata in appello. Era il 27 aprile 2013 quando fu compiuta la sanguinosa rapina alla gioielleria Ogm di Maddaloni. Nel conflitto a fuoco con i carabinieri intervenuti, rimasero uccisi anche due banditi, uno dei quali fu ripreso dalle telecamere del negozio mentre puntava e scaricava interamente la sua Beretta di 15 colpi contro Della Ratta e un collega. Quello stesso giorno, secondo quanto accertarono gli investigatori, il gruppo di giovani banditi si erano resi protagonisti di due tentate rapine prima di arrivare all’Ogm di Maddaloni. Quando fecero irruzione, nella gioielleria c’erano due carabinieri (uno era Della Ratta) intenti a visionare le telecamere di sorveglianza nel retrobottega dopo essere stati allertati dal titolare che, poche ore prima, aveva notato persone sospette aggirarsi intorno all’esercizio. I due carabinieri capirono quello che stava accadendo, intimarono ai tre di gettare le armi e ci fu la sparatoria.
