Si aggrava ulteriormente il bilancio dopo l’incendio che ha devastato il teatro Sannazaro di Napoli, in via Chiaia. Si è infatti resa necessaria, per ragioni di sicurezza, l’evacuazione di 22 appartamenti siti nelle palazzine adiacenti al teatro.
Le fiamme, verosimilmente per un corto circuito, sarebbero infatti partite proprio da una di esse per poi propagarsi all’interno del teatro e al resto delle palazzine, causando diversi danni anche a queste ultime.
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Sono di questi minuti le parole del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che purtroppo parlano di un bilancio ben più grave. “Il teatro Sannazaro di Napoli è completamente distrutto”. Il sindaco è accorso sul posto dopo che l’incendio che ha avvolto lo storico teatro partenopeo era stato domato dai vigili del fuoco. “Faremo di tutto per aiutare la famiglia a ricostruirlo. Ho sentito già il presidente della Regione Roberto Fico e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, ci sarà la massima cooperazione istituzionale per restituire il teatro alla città”.
“Ci sono stati danni anche ad alcuni appartamenti perché il teatro è inserito all’interno di un fabbricato”, ha aggiunto ancora il primo cittadino, spiegando che “sono danni importanti”. Sulle cause però non si sbilancia: “Ci dicono i vigili del fuoco che si tratta di una causa accidentale, ma è ancora troppo presto per saperlo”.
“Il rogo del teatro Sannazaro, avvenuto nelle prime ore del giorno nel quartiere Chiaia di Napoli, ci addolora e lascia sgomenti. Un pezzo della storia e dell’identità di Napoli che brucia è una ferita per tutti”, sono invece le parole del presidente della Regione Roberto Fico.
Dai fasti del passato al triste incendio, il Sannazaro è tra i teatri storici di Napoli
Il Teatro Sannazaro, aperto nel 1847 in via Chiaia, fu costruito sull’area dell’ex chiostro dei Mercedari spagnoli su progetto di Fausto Niccolini, per volontà del duca Giulio Mastrilli. Fin dall’inizio si distinse come teatro di prosa di alto livello, noto per gli interni ricchi di ori e stucchi che gli valsero il soprannome di “Bomboniera di via Chiaia”.
Nell’Ottocento ospitò grandi interpreti come Eleonora Duse e Tina Di Lorenzo. Nel 1888 fu tra i primi teatri illuminati elettricamente e nel 1889 ospitò la prima di “Na santarella” di Eduardo Scarpetta.
Dopo il declino iniziato negli anni Trenta e la trasformazione in cinema, il teatro fu recuperato tra il 1969 e il 1971 grazie a Nino Veglia e Luisa Conte, che rilanciarono la tradizione teatrale napoletana con la Compagnia Stabile Napoletana.
Dagli anni Novanta la gestione è proseguita con la famiglia Veglia-Sansone, mantenendo un legame forte con la tradizione partenopea ma con aperture a nuovi autori. Dal 2018 il Sannazaro è riconosciuto come centro di produzione teatrale dal Ministero della Cultura.

