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Tentato omicidio a Pianura, condanna al ribasso per il ras Santagata

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Rischiava una pena di 8 anni di reclusione. E invece il pugno duro della Procura non c’è stato per Massimiliano Santagata. Arrivata una condanna decisamente al ribasso: tre anni e quattro mesi. Tutto merito della strategia difensiva dei suoi legali, gli avvocati Domenico Dello Iacono e Anna Savanelli, che si sono visti riconoscere le attenuanti generiche.

Uguale risultato anche per l’altro imputato, Salvatore Carpentieri difeso dall’avvocato Riccardo Moschetta. I due erano imputati per il tentato omicidio di Luca Battista: il raid avvenne nel maggio dello scorso anno e insieme a Santagata, per quell’episodio furono arrestati oltre allo stesso Carpentieri anche Francesco Olgato la cui posizione è stata stralciata. I tre erano indiziati dei reati di tentato omicidio e porto e detenzione di armi comuni in luogo pubblico.

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Il raid in via Torciolano

La vittima non fu colpita in quanto accortasi dal terrazzo della presenza dei tre riuscì a scappare e a nascondersi all’interno dell’abitazione, ove peraltro i proiettili centrarono mobili ad altezza uomo. Le immediate attività investigative degli uomini del locale commissariato (i ‘mastini’ di Pianura) portarono alla identificazione dei soggetti gravemente indiziati di essere gli autori del tentato omicidio. Un agguato per cui non si contestava l’aggravante camorristica ma che, seppur in un contesto criminale, sarebbe legato a motivazioni di carattere ‘personale’.

Ascoltata dagli investigatori la vittima descrisse l’esatta dinamica dell’agguato riuscendo a riconoscere tre dei cinque soggetti che presero parte al raid di fuoco, descrivendone per ognuno le azioni svolte. L’episodio era da ricondurre ad un dissidio avvenuto per motivi personali tra la vittima e uno degli autori del reato. Santagata è imputato nel processo come mandante di quel raid e per lui sono stati chiesti otto anni: la sentenza è attesa il prossimo due dicembre.

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