I militari dell’Arma dei Carabinieri, attraverso il Gruppo Tutela Ambiente e Sicurezza Energetica di Napoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Lecce nei confronti di sei persone: quattro in carcere e due agli arresti domiciliari.
Le misure sono state eseguite tra Bari, Brindisi, Salerno e Sofia.
Le accuse
L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, ipotizza l’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, con l’aggravante della transnazionalità, oltre alla gestione abusiva di rifiuti e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Il sistema illecito
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo avrebbe smaltito illegalmente migliaia di tonnellate di rifiuti industriali, tra cui scarti tessili e frazione indifferenziata provenienti da un impianto della provincia di Brindisi.
I rifiuti sarebbero stati esportati in Bulgaria e Grecia mascherandone la reale natura attraverso documentazione falsa e codici alterati per eludere i controlli e le normative ambientali.
L’inchiesta, avviata nel 2024, ha delineato un presunto sistema organizzato di gestione e trasferimento illecito di rifiuti su scala internazionale.

