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Bimba contesa dal clan di Ponticelli, arrivano le condanne per i De Martino XX

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Bimba contesa dai clan a Ponticelli. Si è concluso il processo d’appello per i De Martino ‘XX’, gruppo del rione Fiat, protagonista di un clamoroso episodio fatto di intimidazioni, minacce nei confronti di una giovane con cui il figlio del capoclan Francesco De Martino, Salvatore, aveva avuto una bambina. La ‘colpa’ della giovane: quella di aver avuto una figlia dal ‘rampollo’ della famiglia e di aver denunciato le continue minacce e vessazioni subite. Questo l’origine dell’inchiesta culminata con gli arresti del luglio 2024. Il processo d’appello si é concluso con la condanna a cinque anni per Francesco De Martino (in primo grado aveva però rimediato 8 anni, era difeso dagli avvocati Giuseppe Perfetto e Giacomo Pace), 4 anni e due mesi Salvatore De Martino, 4 anni e quattro mesi per la madre Carmela Ricci, 3 anni e dieci mesi per Gabriele Di Carluccio,, 3 anni e dieci mesi, 3 anni e dieci mesi Felice Rea, 3 anni e dieci mesi Alessio Velotti, 3 anni e dieci mesi Luigi Pangia, 2 anni e quattro mesi Francesco Punzo. Tutti gli altri imputati erano difesi dall’avvocato Giacomo Pace che ha ottenuto riduzioni rispetto al primo grado. Gli imputati rispondevano a vario titolo, dei reati di atti persecutori, lesioni personali e di detenzione e porto in luogo pubblico di armi, delitti aggravati dal metodo mafioso per aver fatto ricorso alla capacità d’intimidazione derivante dall’appartenenza al clan. Secondo la Procura gli indagati avrebbero fatto ricorso ad imposizioni, progressivamente divenute più intimidatorie e prevaricatrici, affinché venisse loro garantito l’affidamento, in totale assenza di alcuna regolamentazione giudiziaria, della bambina nata dalla relazione della giovane con De Martino junior. Le investigazioni hanno consentito, inoltre, di documentare l’esecuzione di veri e propri cortei armati degli affiliati al gruppo camorristico in questione per scortare i nonni paterni in occasione dei quotidiani prelievi e delle riconsegne della bambina. In uno di tali cortei, come riportato nell’ordinanza firma dal gip Marco Giordano, il patriarca Francesco De Martino si sarebbe rivolto così ai familiari della giovane:”Mo che esce mio figlio Antonio (Antonio De Martino ndr) con due ergastoli sulle spalle ve la vedete con lui. Voi dovete fare quello che dico io, qua comando io”.

 

 

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